La proposta del Pd: «Ticket progressivi  in base al reddito»
L’ospedale di Chiavenna: «Bene i corsi per le donne in attesa»

La proposta del Pd: «Ticket progressivi

in base al reddito»

Una riforma che doveva arrivare lo scorso anno e che è ancora bloccata al Pirellone. Se ne è discusso mercoledì sera durante la conferenza organizzata dal Pd della Valchiavenna.

Ticket progressivi in base al reddito. É questa la ricetta del Partito Democratico lombardo in attesa dell’approvazione della riforma della sanità.

Una riforma che doveva arrivare lo scorso anno e che è ancora bloccata al Pirellone. Se ne è discusso mercoledì sera durante la conferenza organizzata dal Pd della Valchiavenna. Ospite Sara Valmaggi, vicepresidente del consiglio regionale: «La riforma della sanità lombarda è ferma, l’iter di approvazione bloccato dai conflitti interni alla maggioranza. Ben tre testi di legge depositati - uno della giunta, uno di Forza Italia e uno di Ncd - e molta confusione. La nostra proposta è pronta, aperta a possibili suggerimenti, soprattutto, quelli che vengono dai territori con peculiarità e bisogni specifici come quelli montani. La direzione da prendere però è chiara. Sinergie e accessibilità ai servizi per tutti, ripensando in maniera organica il rapporto tra ambito sociale, socio-sanitario e ambito strettamente sanitario. Dopo la dimissione da una fase acuta in ospedale i pazienti e le famiglie sono spesso lasciati a sé stessi. Dobbiamo pensare a una presa in carico che garantisca continuità, favorire la prevenzione e offrire maggiori servizi per i malati cronici che, con l’aumento dell’età media, sono più numerosi». Ma l’argomento caldo è quello dei ticket.

«Chi è in difficoltà deve poter accedere comunque alle cure – ha affermato Valmaggi -. Questo è un principio base della nostra proposta. I ticket progressivi in base al reddito sono stati applicati in altre regioni e il pareggio di bilancio è stato mantenuto. Non si vede perché non debba essere così anche in Lombardia». Un concetto ribadito anche dal segretario del Pd valchiavennasco Elena Del Giorgio, che l’ha declinato sul locale: «Il problema dei ticket è centrale. Come circolo abbiamo scelto l’esempio dei ticket sui corsi pre-parto per fare un discorso più ampio. Nelle zone montane la programmazione, l’erogazione e i costi dei servizi devono essere adattati per garantire accessibilità sia in termini geografici e logistici sia in termini di spesa per i pazienti e le famiglie. È una buona notizia che anche l’Ospedale di Chiavenna si appresti ad offrire corsi pre-parto e un ambulatorio per le gravidanze a basso rischio. Aumenta l’offerta di servizi per le donne e le famiglie. Il rischio è avere strutture diverse, in questo caso Consultorio e Ospedale, che offrono servizi in parte sovrapponibili potenzialmente in concorrenza tra di loro. Il problema è che tutti questi servizi resteranno a pagamento. Noi chiediamo un’altra cosa: l’abolizione dei ticket sui corsi e i servizi legati alla gravidanza».


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