La povertà non cala. In Valle assistite quasi 3mila persone
Una ricerca condotta su 1.247 strutture caritative evidenzia come l’84,5% di queste non registri una diminuzione degli assistiti

La povertà non cala. In Valle assistite quasi 3mila persone

I dati del Banco alimentare della Lombardia. Sono 13 le strutture caritative censite in provincia. Cresce il recupero dei prodotti salvati dallo spreco.

Sono 13 le strutture caritative della provincia di Sondrio che, nel 2017, hanno assistito 2.869 persone. È il dato reso noto dal Banco alimentare della Lombardia che, nonostante i segnali di ripresa economica, mostra una fotografia di una provincia (e di una regione) dove le persone in difficoltà faticano ancora a uscire dalla condizione di povertà. Una ricerca condotta su 1.247 strutture caritative evidenzia come l’84,5% di queste non registri una diminuzione degli assistiti, mentre il 34% ne rileva un aumento vero e proprio. Inoltre il 35,7% afferma di non aver visto nessuna persona assistita uscire dalla condizione di bisogno nel corso del 2017, mentre il 43,2% dichiara che sono meno del 5% le persone assistite che sono uscite dalla povertà.

Tra le cause di povertà che spingono i più bisognosi a rivolgersi al Banco alimentare la mancanza di lavoro oppure, anche in presenza di lavoro, un reddito insufficiente al fabbisogno familiare. A seguire problematiche abitative e gli effetti di separazioni e divorzi sull’economia delle famiglie. Nonostante l’incremento delle quantità di alimenti raccolti e distribuiti da Banco alimentare alle strutture partner che è passato da 15.193 tonnellate nel 2016 a 18.711 nel 2017, ben il 54% delle strutture ha faticato a rispondere ai bisogni alimentari degli assistiti. Si ricorda che nel 2017 sono state distribuite 18.711 tonnellate di alimenti a 209.404 persone in stato di bisogno attraverso 1.247 strutture caritative convenzionate. Sempre lo scorso anno il Banco alimentare ha registrato un incremento dei prodotti salvati dallo spreco, quasi doppio rispetto al 2012. Le 10.887 tonnellate di eccedenze (prodotti non più commercializzabili) recuperate dalla filiera agroalimentare, dalle produzioni agricole, dall’industria, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva rappresentano il 58% del totale degli alimenti distribuiti dall’associazione.

Non solo cibo: Banco alimentare si pone sempre più come partner per sviluppare percorsi di contrasto alla povertà e volti all’inclusione sociale, giocando un ruolo attivo nel favorire il reinserimento nella società delle persone in difficoltà, spesso emarginate.

«Abbiamo raggiunto nel 2017 risultati che ci riempiono d’orgoglio e che riflettono perfettamente la dedizione e gli sforzi che ogni giorno portiamo avanti per supportare chi è in difficoltà - commenta Dario Boggio Marzet, presidente dell’associazione Banco alimentare della Lombardia –. Per questi straordinari risultati bisogna dire grazie ai dipendenti, ai volontari, alle aziende donatrici e alle strutture caritative che condividono la nostra mission. Nella consapevolezza che c’è ancora tanto da fare, rinnoviamo il nostro impegno e la nostra passione nel condividere il bisogno per condividere il senso della vita».

Stefano Bolognini, assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilità della Regione Lombardia, sottolinea come diventi «sempre più importante l’attività di recupero e distribuzione dei prodotti alimentari ai fini della solidarietà sociale, avvalendosi di enti non profit ed implementando la sensibilizzazione su questi temi. Il cibo è ciò che tiene vivi. È importante lavorare per garantire e sostenere la realizzazione di percorsi territoriali che sappiano contrastare la cultura dello spreco, trasformando l’agire quotidiano in un agire consapevole e responsabile. Con la legge regionale 25/2006 e successivamente con la legge regionale 34/2015 l’obiettivo individuato di lungo periodo è la riduzione degli sprechi alimentari del 50% entro il 2025».

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