La polizia al sindaco. «Territorio vasto, ma sotto controllo»
Alessandro Grattarola, commissario capo, comandante della Polizia Stradale di Sondrio

La polizia al sindaco. «Territorio vasto, ma sotto controllo»

Caso sollevato a Prata. Spiegazione del comandante. «Ci muoviamo ad ampio raggio a seconda del bisogno e ci occupiamo anche delle zone di alta montagna».

«Il presidio in Valchiavenna è importante e ne siamo del tutto consapevoli. Questo perché parliamo di un territorio vasto, percorso da flussi di traffico importante da e per la Svizzera, e montano, di bassa, media ed alta quota, con una componente di fragilità notevole dal punto di vista idrogeologico, che si riverbera anche sulla percorribilità delle strade». A parlare è Alessandro Grattarola, commissario capo, comandante della Polizia stradale di Sondrio. Cinquanta uomini in organico chiamati a presidiare sette giorni su sette, e 24 ore su 24, un territorio molto vasto, imperniato su due distaccamenti, quello di Sondrio, e quello di Mese, in Valchiavenna, su cui si è espresso, pochi giorni fa, in sede di assemblea di Comunità montana, Davide Tarabini, sindaco di Prata Camportaccio.

«Ho letto le sue affermazioni, riportate sul giornale “La Provincia”, in tema di effettiva presenza delle pattuglie sul territorio valchiavennasco - precisa Grattarola -. Intervengo solo per precisare, ma fuor di ogni polemica, che la nostra mission non è esclusivamente calata sul territorio in cui abbiamo la sede, come accade per altre forze di polizia. Se, infatti, alcuni itinerari effettuati dalle pattuglie si concentrano esclusivamente sulla zona della Valchiavenna, raggiungendo anche i Comuni e le località situate in alta montagna, altri itinerari attraversano porzioni più vaste di territorio, in aderenza alle direttive del Compartimento Polizia stradale Lombardia, arrivando anche a raggiungere la Media Valtellina e la provincia di Como». È un sistema flessibile, quello che governa l’attività delle pattuglie, che possono essere chiamate ad intervenire anche su sinistri o accadimenti distanti 80-90 chilometri dal distaccamento di base.

«Per cui può esservi la percezione, da parte dei residenti in Valchiavenna, che non sempre, si sia a completa disposizione del territorio - precisa il comandante -. Ma il fatto è che siamo strutturati per muoverci costantemente, a vasto raggio, a seconda del bisogno. Da Sondrio, possiamo essere chiamati ad intervenire a Livigno, da Mese a Menaggio. Il tipo di organizzazione è questo. Tuttavia, l’apporto dato in Valchiavenna è notevole. Particolarmente incisivo l’impegno messo in campo durante le situazioni di emergenza collegate ad eventi naturali, e il riferimento è, ad esempio, alla frana di Gallivaggio. Abbiamo anche una buona collaborazione in atto coi colleghi svizzeri in tema di educazione alla sicurezza alla guida. Infine, ricordo, che sono numerosi i campi di intervento. Presidio della circolazione stradale, rilievi su sinistri, sì, ma anche attività di prevenzione e controllo della guida in stato di ebbrezza e sotto assunzione di sostanze stupefacenti, così come il contrabbando di droga e di armi, a titolo di esempio». Quello cui tiene il comandante Grattarola, è evidenziare che l’attenzione dei distaccamenti di Sondrio e Mese al territorio c’è, ed è pregnante.

E che Polstrada compie ogni sforzo per garantire un presidio capillare, ottimizzando le risorse disponibili e «arrivando, addirittura, - assicura Grattarola - a rafforzare i servizi operativi nelle ultime settimane».n 


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