La piana del Ranée sceglie il bio  «Puntiamo su foraggio e mais»
I campi della piana di Bianzone potrebbero diventare un’area di coltivazione biologica certificata

La piana del Ranée sceglie il bio

«Puntiamo su foraggio e mais»

Bianzone: sono otto i produttori interessati al progetto di coltivazione. Polinelli: «Potremo essere il trait d’union tra Poschiavo e la Val camonica».

La piana del Ranée a Bianzone come esempio di un progetto di coltivazione biologica che unisca otto aziende agricole. È questo il futuro dell’area – parliamo di circa cento ettari di terreno fra la ferrovia e l’Adda – dopo essere scampata al pericolo di essere trasformata in una cava di sabbia e ghiaia. Mercoledì sera si è tenuto l’incontro del Comitato per la tutela e valorizzazione della piana del Ranée che, per cinque anni, ha lottato contro la Provincia per chiedere lo stralcio dei terreni dal piano cave provinciale. L’anno scorso lo sblocco della situazione con lo stralcio concesso dal presidente della Provincia, Luca Della Bitta, che ha chiuso una vicenda complessa e sofferta.

«Sono stati anni molti intensi e impegnativi – commenta il presidente del Comitato, Edj Polinelli -. Ora che la situazione è tornata tranquilla, possiamo concentrarci sul futuro dell’area. Abbiamo già fatto alcune riunioni perché vorremmo arrivare ad una coltivazione biologica dell’intera area, ora coltivata a prati e campi di mais. Per i prati non c’è nessun problema a passare al biologio, mentre per mais non è così automatico e bisogna pensare a nuove tecniche di coltivazione con la rotazione di terreni. Interessati all’iniziativa otto produttori, di cui quattro già certificati bio. La differenza rispetto ad altre esperienze analoghe è che vorremmo creare un progetto unitario targato “Ranée”. Si richiede un grosso cambiamento nella concenzione dell’organizzazione dell’azienda gricola, ma vogliamo provarci, anche perché il mercato va in questa direzione».

L’obiettivo è di iniziare con la certificazione biologica dei terreni a partire dalla prossima stagione agraria 2017-2018 e poi con quella delle singole aziende. Il Comitato intende limitarsi alle coltivazioni storiche, ovvero ortaggi e colture cerealicole. Saranno coltivati in modo biologico i prati per la produzione del foraggio biologico, che è il primo passo per le aziende produttrici di latte per arrivare alla certificazione. «Non vogliamo coltivazioni che abbiano un impatto forte sul territorio come teli, palificazioni permanenti, in sostanza tutto ciò che riguarda frutteti e vigneti», precisa Polinelli.

Nella zona limitrofa al Rané, sempre nella piana di Bianzone, i membri del Comitato nei mesi scorsi hanno già coltivato con metodo biologico un campo di granoturco e ortaggi insieme a Peter Moltoni e Franco Marantelli. Il sogno del Comitato di Bianzone è di collegare il Ranée con le realtà già affermate di coltivazione biologica della Val Poschiavo e della Valcamonica (biodistretto), unendo quindi due province e due Stati confinanti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA