La nuova statale sposta la foce del Bitto
La foce del torrente sarà spostata per utilizzare quel tratto come base per uno dei piloni del nuovo viadotto

La nuova statale sposta la foce del Bitto

Il torrente confluirà nell’Adda in obliquo, lasciando così lo spazio a uno dei piloni del futuro viadotto. Bongio illustra i lavori e commenta: «Il caso siciliano non è un bel biglietto da visita per la Tecnis».

Sono le ore dell’attesa in Bassa Valle. Attesa per il comunicato dell’Anas che ufficializzerà la consegna dei lavori del secondo stralcio per la nuova 38, da Cosio Valtellino al Tartano alla Tecnis, impresa appaltatrice.

In consiglio comunale venerdì il sindaco Andrea Ruggeri ha tratteggiato la «prima fase» per la realizzazione della tangenziale, previsto l’approntamento delle piste di accesso ai quattro imbocchi delle gallerie, la “Paniga”, e la “Selvapiana”. Consentiranno di raggiungere i quattro punti di scavo.

In queste ore la Tecnis, i cui dirigenti e ingegneri sono in Valle da alcuni giorni, ha “fettucciato”, dopo il “reticolato” che disegna il profilo, il «sedime» della strada in direzione Traona, anche la deviazione che seguirà il corso del torrente Bitto, che sarà deviato: «La foce del Bitto nella parte terminale viene traslata - ha confermato Francesco Bongio, tecnico e ex assessore incaricato dal sindaco di Morbegno per seguire le opere della nuova 38 - il fettucciato che ne evidenzia ora la futura dislocazione ha un’angolatura anche sovradimensionata, quella vistosa deviazione si allarga molto e “prende” terreno, che sarà utile alla movimentazione dei mezzi. Il Bitto, comunque, che ora si immette perpendicolarmente sullo scorrimento dell’Adda, verrà reso sulla linea di foce, obliquo, con uno spostamento verso Traona, il Lago. Nell’attuale alveo verrà costruito il pilone intermedio del viadotto che valicherà i due corsi d’acqua, Adda e Bitto e condurrà la nuova 38 in galleria».

La galleria Selvapiana. Anche nella zona del Tartano è stata “disegnata” con analoghe modalità con reti e divisori la circonferenza del futuro svincolo di uscita della tangenziale, che consentirà poi immissioni alla “vecchia” 38, alla strada per Tartano, alla Pedemontana. Il Bitto nella parte finale avrà nuovi argini e su quegli argini correranno delle piste ciclabili.

Mentre si attende il via Bongio ha espresso alcune considerazioni e commenti relativi al coinvolgimento della ditta appaltante nella vicenda, dibattutissima, del viadotto siciliano «Scorciavacche» interessato da cedimenti e lesioni strutturali dopo una decina di giorni dall’ultimazione dell’opera.

«In quel contesto il lavoro è in carico alla Bolognetta Scpa Cmc, in raggruppamento di impresa con Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna, Ccc di Bologna e Tecnis. E il coinvolgimento di Tecnis per noi non è un bel biglietto da visita. Il presidente dell’Anas ha precisato come il viadotto non si sia trovato al centro dello smottamento: a causare il cedimento è stato un problema sul rilevato, quindi sulla sezione stradale che lo precede, non “è caduto il cavalcavia”. Può darsi che la fretta sulla performance edificatoria abbia generato qualche errore, ma queste cose da noi non succederanno. La direzione dei lavori comunque ha una parte non certo secondaria: deve sondare, controllare, fare rilievi e valutazioni sul rilevato: che sia assestato bene. Alla luce di quello che è successo tutti avranno la massima concentrazione».n


© RIPRODUZIONE RISERVATA