La nuova sfida in bici di Piasini: «A cinquant’anni la vita non è finita»
Da sinistra: Giorgio Nana, Dario Piasini, Domenico Stefanon e Tullio Catelotti

La nuova sfida in bici di Piasini: «A cinquant’anni la vita non è finita»

Dalla Russia al Kazakistan. Con un tumore, sconfitto, alle spalle pedalerà per 4.200 km. Sono previste 24 tappe: «La gente non deve “lasciarsi andare”, voglio essere da esempio».

È pronto all’ennesima avventura e grande impresa Dario Piasini: il sessantottenne valtellinese, infatti, dal prossimo 7 agosto e fino alla fine del mese percorrerà pedalando sulla sua bici da corsa, in 24 tappe, i 4.200 chilometri che separano la località russa di Rostov sul Don, alla città kazaka di Almaty. In questo viaggio, Dario Piasini sarà accompagnato da Domenico Stefanon, che farà non soltanto l’autista, ma documenterà anche le varie tappe (ciascuna delle quali di 120 chilometri circa) con foto e video; inoltre, da Rostov al lago Aral il ciclista valtellinese sarà affiancato anche da Maurizio Consolini, mentre nella seconda parte del suo viaggio, quella fino ad Almaty, a incitarlo e “immortalare” i suoi sforzi e i suoi progressi ci sarà Giancarlo Corbellini, apprezzatissimo scrittore di resoconti di viaggio.

Una volta arrivato ad Almaty in bicicletta, poi, Piasini intraprenderà un lungo tragitto di ritorno in Italia in macchina insieme a Gabriele Redaelli, Giorgio Nana (Cgil) e Tullio Catelotti (Federconsumatori), mentre Stefanon e Corbellini hanno programmato un più rapido e diretto rientro in aereo.

La lunga e affascinante pedalata da Rostov ad Almaty è la seconda parte di un progetto che Dario Piasini sta portando avanti e che lo vedrà cimentarsi nel percorso Lione-Ulaanbaatar (Mongolia), strada percorsa dal missionario Giovanni da Pian di Carpine nel 1230 nel tentativo di fermare l’avanzata dei mongoli, già arrivati fino a Cracovia, verso l’Europa.

La prima tappa di questo viaggio complessivo è stata compiuta nel 2015, da Lione a Kiev, la seconda, come abbiamo visto, verrà affrontata tra pochi giorni, mentre la terza (Almaty-Ulaanbaatar) è in programma nel 2019. Va precisato, tra l’altro che l’intenzione originaria di Dario Piasini era quella di pedalare verso Almaty già da Kiev (punto di arrivo nel 2015) e non da Rostov, ma la turbolenta situazione politica in Ucraina ha determinato questa modifica e il tragitto Kiev-Rostov verrà affrontato in auto lungo l’unico “corridoio” percorribile in sicurezza.

Dario Piasini non è nuovo a imprese di questo tipo visto che ha già preso parte con Overland alla Como-Pechino nel 2005 e ancor prima, nel 2002 ha affrontato, primo in assoluto in bici da corsa, il percorso da Lhasa a Katmandu. «Il mio - ha spiegato Piasini, che in passato ha sconfitto anche un tumore all’intestino - vuole essere un messaggio di fiducia verso i cinquantenni e sessantenni. Vorrei essere d’esempio affinché non si “lascino andare”. Inoltre, la cosa bella di ogni viaggio in bici è quella di potersi immergere nelle diverse culture, anche a livello alimentare. Sono gli aspetti più belli, quelli per cui vale la pena far fatica e che restano per sempre nei ricordi».


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