La nuova palestra di arrampicata a Sondrio: il Donegani in vetta
Ad inaugurare la via è stato Simone Mollea, nipote di Marco Confortola (Foto by foto gianatti)

La nuova palestra di arrampicata a Sondrio: il Donegani in vetta

Inaugurazione ufficiale ieri mattina. Ospite d’eccezione del liceo Marco Confortola. «Obbedite, studiate, fate sport e non mollate mai».

Rincorrere i sogni con Marco Confortola, nel rispetto però di quattro semplici, ma indispensabili regole: «Obbedire, studiare, fare sport e non mollare mai. Non dimenticatelo ragazzi: vi dovete sentire importanti, perché siete il futuro del mondo. Io amo i giovani, in cui credo profondamente». Lo ha ripetuto decine di volte l’alpinista di fama mondiale, testimonial d’eccezione ieri al liceo scientifico Donegani di Sondrio a inaugurare la nuova palestra di arrampicata, parete sulla quale il primo ad aprire la via è stato Simone Mollea, giovane disabile nipote di Confortola.

Ad applaudirlo, tempestandolo di domande, oltre 150 ragazzi e ragazze, di tutte le cinque classi del liceo scientifico ad indirizzo sportivo, oltre a rappresentanti degli altri due indirizzi. «Questa inaugurazione - ha fatto gli onori di casa la dirigente scolastica Giovanna Bruno - assume il carattere di una festa dello sport, esaltando le caratteristiche di amicizia, fratellanza e l’alto valore del dovere e del sacrificio, che devono contraddistinguere ogni pratica sportiva. La presenza di uno sportivo di livello mondiale come Confortola, unita a quella di suo nipote Simone, ci onorano. È con orgoglio, che, a nome del liceo Donegani, chiedo loro di inaugurare la parete di arrampicata allestita in questa palestra grazie ad un bando Pon rivolto ai licei sportivi».

Un taglio del nastro, a cui ha contribuito il Rotary Club di Sondrio, presieduto da Marco Caprari – il secondo a confrontarsi con la parete, scalandola dopo Mollea -, che ha invitato Confortola, tra l’altro intervenuto dalle 8 alle 10 anche all’istituto comprensivo di Ponte. «Dovete obbedire alle persone che vi vogliono bene», ha detto l’alpinista valtellinese che, lo ha rimarcato Caprari, «è anche guida alpina, maestro di sci, tecnico di elisoccorso e formatore aziendale». «Secondo “comandamento”, studiare. Non per i vostri insegnanti o per mamma e papà, ma per voi stessi. Dovessi tornare indietro sicuramente studierei di più l’inglese».

Ha poi proseguito: «Immaginate un campo infinito ragazzi: se non si semina non si raccoglie. Non dimenticate che state scrivendo il vostro futuro e sappiate che nessuno vi regala niente». Terzo “comandamento” «fare sport, perché è fantastico e vi insegna a vivere. Grazie allo sport ho raggiunto obiettivi importanti. Infine mai mollare: undici anni fa, quando mi amputarono tutte le dita dei piedi, il medico a Padova dove fui ricoverato mi disse che forse non avrei più camminato e che sicuramente avrei dovuto abbandonare la mia passione degli “ottomila”: ci ho messo un anno a recuperare, ma sono qui. Non ho mai mollato, perché volere è potere».

«Le vostre scelte spettano solo a voi e quando raggiungete la meta trasformatevi in umili maestri di vita per gli altri» il consiglio che il prefetto Giuseppe Mario Scalia ha dato agli studenti, coordinati dai docenti di educazione fisica del Donegani, in primis da Clemente Silvestri. L’assessore provinciale Franco Angelini, ha fatto notare come «questa non sia solo una parete fisica, ma è un esempio di come tutte le scuole, quando ci credono docenti, studenti, dirigenti e privati, possono migliorare l’offerta formativa». «Una struttura qualificante – ha aggiunto l’assessore comunale allo Sport Michele Diasio -, ancor di più un capoluogo interamente montano». Su quanto sia importate fare sport in sicurezza è intervenuto a nome del Cai Angelo Schena:«Utilizzate questa parete rispettando le regole» ha ammonito i ragazzi.

Mentre dal canto suo Fabio Molinari, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale ha posto l’accento sul Donegani, «un liceo sportivo all’avanguardia - ha detto -, fiore all’occhiello del nostro sistema istruzione».


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