La nuova cittadella nell’area artigianale  «Ecco come sarà»
L’area su cui sorgerà il nuovo centro

La nuova cittadella nell’area artigianale

«Ecco come sarà»

Grosio: Fausto Pruneri, progettista del centro integrato, rassicura sulla bontà dell’insediamento in via Di Mezzo. «Spazio per produzione e vendita di prodotti locali».

«Non chiamatelo centro commerciale perché non è corretto: la nuova struttura che potrebbe nascere nell’area artigianale di Grosio è un nuovo centro integrato turismo e commercio che prevede la trasformazione e la vendita di prodotti tipici aziendali, la posa di impianti di carburante, la creazione di un info-point, e infine un’area camper e pullman, il tutto perfettamente inserito nell’ambiente naturale che circonda l’area, dotata di particolare pregio per la vicinanza dei castelli di Grosio».

La rassicurazione ai commercianti grosini, giustamente desiderosi ma anche un po’ preoccupati di conoscere nei dettagli la nuova proposta che potrebbe cambiare gli equilibri del commercio a Grosio, è di Fausto Pruneri, l’architetto che ha curato il progetto per lo sfruttamento di ottomila metri quadrati dell’area artigianale, uno spazio che si estende dalla via Di Mezzo, la strada di penetrazione dell’area artigianale, e arriva fino alla vecchia provinciale. Pruneri rassicura sulla bontà delle intenzioni del suo progetto.

«Avremmo potuto presentare il progetto al Comune di Grosio e limitarci ad aspettarne l’approvazione, ma visto che si tratta di un’area molto vasta abbiamo proposto al Comune di sederci a un tavolo e valutare anche loro eventuali proposte per lo sfruttamento completo dell’area con servizi, manutenzione e proposta turistica».

Di sicuro se l’opera, realizzata su 3.330 metri quadrati di area artigianale, che prevede la nascita di 800 metri quadrati adibiti a laboratorio del latte, altrettanti per la lavorazione della carne, un servizio di cucina di tipo industriale per la produzione dei prodotti tipici (pizzoccheri, manfigrole eccetera) e un punto vendita di circa 600 metri quadrati per la sola vendita dei prodotti realizzati nei due laboratori suddetti, rivoluzionerà l’area e probabilmente il paese.

Pruneri, che svela che l’azienda bormina dei fratelli Pedranzini (titolari a Bormio di un’azienda casearia e di macellazione e del centro commerciale Le Corti, e a Sondalo di un’azienda di combustibili) è coinvolta nell’operazione, ne spiega i dettagli.

«L’impatto ambientale sarà contenuto perché la struttura andrà a inserirsi perfettamente nel territorio circostante - aggiunge Pruneri - . Ci sarà una torre che richiamerà i vicini castelli nella quale ci saranno gli appartamenti per i custodi dell’area. Dall’esterno si vedrà solo la struttura a forma di “V” che richiama lo scenario delle montagne in questa zona e che è pure il simbolo della Valtellina, dei Visconti Venosta, oltre che dei vigneti - afferma ancora Pruneri -. Sta a indicare il punto vendita e nell’insegna ci sarà, illuminato, lo stemma di Grosio, col nome in dialetto del paese. Oltre alla vendita dei prodotti lì realizzati - conclude l’architetto -, sarà dato grande spazio al turismo con un ufficio informazioni che non solo darà indicazioni sugli itinerari da scoprire, ma anche sulle casa da affittare o da acquistare in loco».


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