La morte di Narciso Zini:   «Duro colpo per tutti»
Una delle ultime foto pubblicate di Narciso Zini, l’omaggio al “Madonon” alla guida del Gruppo alpini

La morte di Narciso Zini:

«Duro colpo per tutti»

Livigno, Ieri mattina la tragica notizia ha suscitato unanime sgomento: il suo corpo recuperato nelle acque del lago. Dalla militanza nella Lega Nord alle cariche amministrative fino al Gruppo alpini: tanti ruoli e una innata simpatia

La notizia, ieri mattina, è arrivata come un fulmine a ciel sereno ed è poi rimbalzata, sempre più velocemente, sui social network: è scomparso all’età di 60 anni (ne avrebbe compiuto 61 il mese prossimo) Narciso Zini, livignasco molto noto nel mondo politico-amministrativo della provincia, per anni segretario provinciale della Lega Nord ma anche amministratore del Piccolo Tibet, impegnato in battaglie importanti, recentemente per la sanità e l’ospedale Morelli e nel mondo dell’associazionismo, figura fondamentale del Gruppo alpini di Livigno.

Il suo corpo senza vita è stato recuperato nella notte tra lunedì e martedì, attorno all’una, nel lago di Livigno. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che non hanno, però, potuto fare altro che constatarne il decesso. Sulle cause della morte stanno indagando ora i carabinieri della Compagnia di Tirano.

Leghista della prima ora, è stato per tre anni, dal 2010 al 2014, segretario provinciale del partito quando ancora si chiamava Lega Nord. Importante anche il suo impegno in Comune a Livigno, dove ha ricoperto per più mandati il ruolo di assessore e di vicesindaco, e quello in ambito sociale, come la presidenza della Fondazione Camagni e il ruolo di capogruppo del sodalizio livignasco dell’Ana (Associazione nazionale alpini).

E le battaglie importanti, prima tra tutte quella per la tutela della sanità.

Già nel 2009, vicesindaco del Piccolo Tibet, aveva fondato con l’allora primo cittadino di Sondalo, Luigi Grassi, il “Comitato salva-Morelli” e aveva avuto parole infuocate in merito alla voluta riorganizzazione del presidio ospedaliero. Un tema che non ha smesso di interessarlo anche quando ha lasciato le cariche amministrative.

«Emergenza Urgenza per chi ne fa richiesta sono vocaboli di estrema necessità e spesso disperazione – scriveva solo tre settimane fa sulla sua pagina Facebook -. La Regione considera un servizio essenziale alla stregua dell’appalto di potatura dei platani sui viali del Morelli. Se contestualmente si parlasse di programmazione per formazione e reperimento di personale necessario penseresti: “Magari c’è un futuro”. Così non è».

Un post che raccontava anche un po’ di lui e di quello che gli è successo. Nel marzo del 2020, in piena emergenza Covid, ha perso il papà Giovanni e ha denunciato ritardi nei soccorsi dell’anziano, ricoverato a casa per patologie che niente avevano a che fare con il coronavirus, che ha invece ucciso, nello stesso periodo, i due fratelli del papà di Narciso.

Prima è scomparso Giovanni, del ’32, poi Pietro Pacifico, classe 1937, e il giorno successivo Guido Silvio, del ’35. Tre lutti nel giro di una settimana, un colpo duro per tutto il paese, ma in modo particolare per la famiglia Zini.

Ancor più drammatica, però, la scomparsa di Narciso, che di anni ne aveva solo 60 e la cui morte improvvisa e inaspettata ha gettato nello sconforto tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano. Lascia due figli. Il fratello Lucio ne ha preso il posto in consiglio comunale nello scorso mandato e in questo.


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