La morte di Daniele e la condanna di Trokic: «Non c’è pena che ci dia sollievo»
La mamma Gianna con il marito Gianpiero

La morte di Daniele e la condanna di Trokic: «Non c’è pena che ci dia sollievo»

È stata mamma Gianna a parlare. È lei che ha trovato la forza di commentare, pur nella profonda emozione di una tragicità incommensurabile come la perdita di un figlio, la condanna a otto anni di reclusione per l’ex-infermiere bosniaco.

«Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. E la giustizia ha fatto il suo corso, ma non c’è pena che ci sollevi». Che restituisca a due genitori il loro unico figlio. Vicini l’uno all’altro Gianna e Gianpiero Bertolini ieri hanno avuto parole di ringraziamento per tutti: dalle istituzioni alle forze dell’ordine, dalla scuola agli amici, alla prefettura. Un grazie per tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione del fondo “La voce di Daniele”.

È stata mamma Gianna a parlare. È lei che ha trovato la forza di commentare, pur nella profonda emozione di una tragicità incommensurabile come la perdita di un figlio, la condanna a otto anni di reclusione - il massimo della pena prevista trattandosi di un rito abbreviato - a Mirza Trokic, l’ex-infermiere bosniaco, accusato di omicidio stradale aggravato, per aver causato la morte di Daniele. Era il 19 ottobre di un anno fa quando fu travolto e ucciso mentre da Sondrio faceva rientro a Buglio in Monte a bordo del suo scooter.

«Basta un nulla, un secondo. State attenti ragazzi» si è rivolta con fare materno agli amici di Daniele che erano alla presentazione del progetto, con una dignità e anche con dei sorrisi verso i suoi compagni di scuola, pur dentro quel dolore che nessuna mamma e nessun papà vorrebbe mai provare. «Ancora mi rimbombano in testa quelle parole... “Non l’ho visto”», sentite in tribunale lunedì quando è stata inflitta la pena.

A ringraziare a loro volta sono stati loro. I ragazzi, con gli occhi rigati di lacrime e la voce rotta: Stefano Tognatti, Sara Masa, Fabio Bricalli e Laura Bettini, tutti compagni di Daniele dell’indirizzo Biotecnologie sanitarie all’Itis Mattei, dove hanno appena superato l’esame di maturità.


© RIPRODUZIONE RISERVATA