La morte di Claudia, l’esperto del pm: «Forse un cesareo poteva salvarla»
Claudia Bordoni

La morte di Claudia, l’esperto del pm: «Forse un cesareo poteva salvarla»

Avranno tempo fino al 21 novembre per depositare le loro osservazioni alla consulenza disposta dalla Procura di Milano i legali delle quattro persone indagate e della famiglia di Claudia Bordoni, la donna di Grosio incinta di due gemelle.

Avranno tempo fino al 21 novembre per depositare le loro osservazioni alla consulenza disposta dalla Procura di Milano i legali delle quattro persone indagate e della famiglia di Claudia Bordoni, la donna di Grosio morta lo scorso 28 aprile alla Mangiagalli di Milano con le due gemelle che portava in grembo. Consulenza che, in sintesi, ha stabilito che la signora, affetta da endometriosi, avrebbe potuto salvarsi se i medici della clinica di via Commenda fossero intervenuti con un taglio cesareo.

«È prematuro rilasciare qualsiasi dichiarazione - ha spiegato Antonio Bana che assieme al collega Antonio Sala Della Cuna rappresenta i parenti della donna - a fronte di una consulenza depositata due giorni fa in quanto sarà necessario valutare con la massima attenzione l’elaborato peritale al fine di trarre le corrette valutazioni».

I due legali infatti nei prossimi giorni si incontreranno con il loro consulente, il dottor Roberto Paoletti, per studiare la relazione di Dario Raniero, il medico legale veronese nominato dal pm Maura Ripamonti, titolare dell’inchiesta che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati per omicidio colposo una ginecologa, una psichiatra e due ostriche della struttura ospedaliera nel cuore di Milano.

Ora, dopo l’eventuale deposito dei legali delle parti delle osservazioni alla relazione del dottor Raniero, il pm Ripamonti dovrebbe prendere le sue determinazioni e decidere se chiudere le indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio o chiedere l’archiviazione del caso.


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