La morte di Claudia, esami e ispezioni
Claudia Bordoni

La morte di Claudia, esami e ispezioni

L’autopsiaI primi accertamenti avrebbero confermato che il decesso di Claudia Bordoni è dipeso da un’emorragia. Sempre ieri in azione una task force della Regione Lombardia per un controllo alla clinica Mangiagalli durato 7 ore

È stato il dottor Dario Raniero, dell’istituto di medicina legale di Verona, a effettuare ieri l’autopsia che deve appurare con sicurezza cosa abbia provocato il decesso di Claudia Bordoni, la giovane donna di Grosio, morta a 37 anni lo scorso 28 aprile mentre era al sesto mese di gravidanza. L’autopsia, iniziata in mattina, dopo l’incarico della procura di Milano, si è conclusa nel tardo pomeriggio e, in base alle prime indiscrezioni, avrebbe confermato un’emorragia interna come causa del decesso.

L’anatomopatologo veneto deve verificare se ci siano delle responsabilità nella morte della donna e delle due gemelline che aveva in grembo.

Per il decesso di Claudia Bordoni sono state iscritte nel registro degli indagati quattro persone per omicidio colposo: si tratta di due dottoresse e due ostetriche della clinica Mangiagalli, dove la donna era ricoverata, mentre non risultano indagati i dipendenti dell’ospedale San Raffaele di Milano né dell’ospedale di Busto Arsizio, ai quali la donna si era rivolta nelle settimane precedenti al decesso.

Nella giornata di ieri, intanto, una task force della Regione Lombardia si è recata alla clinica Mangiagalli per un’ispezione che è durata circa sette ore. Lo ha comunicato in una nota la direzione del Policlinico, di cui fa parte la stessa clinica. «L’ispezione - si legge nel comunicato - è stata voluta dalla stessa Regione per fare luce sul decesso di Claudia Bordoni e delle due bimbe che portava in grembo».

Il gruppo di esperti regionali, spiega il Policlinico, «ha incontrato la Direzione Generale e Sanitaria e tutti gli specialisti dell’ospedale che hanno avuto un ruolo in questo caso. I nostri medici e le nostre ostetriche hanno partecipato con piena collaborazione - si legge ancora - per chiarire il più possibile nel dettaglio come si sono svolti i fatti».

Il Policlinico di Milano ha ribadito anche di avere «piena fiducia nell’operato dei nostri medici e delle nostre ostetriche che hanno reso il nostro ospedale uno dei migliori e più sicuri punti nascita d’Italia, e un punto di riferimento nazionale per le gravidanze in cui sono possibili complicazioni. Siamo fiduciosi -si legge nel comunicato - che l’esito delle indagini possa chiarire a fondo la dinamica di questa tragedia, e possa stabilire ufficialmente se ci sono state responsabilità mediche o se si tratti di uno di quei casi, per fortuna rari ma pur sempre possibili, in cui anche i migliori specialisti sono impotenti di fronte a un evento inevitabile».


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