«La mia auto è stata bucata dai chiodi lasciati in strada»
I chiodi trovati dai carabinieri collegati a quanto accaduto sulla strada della Valfontana

«La mia auto è stata bucata dai chiodi lasciati in strada»

Un giovane di Ponte racconta la sua disavventura a Capodanno

«Sono sceso da San Bernardo e dopo aver parcheggiato ho notato il danno»

Il 2018 non è iniziato proprio sotto i migliori auspici per Christian Moretti, che dopo i festeggiamenti di San Silvestro, si è ritrovato una gomma dell’auto bucata e l’arrabbiatura della mamma che ha pensato che il figlio avesse avuto una guida troppo “brillante”. Invece no. Christian Moretti, 19enne di Ponte in Valtellina, è una delle numerose vittime delle trappole per gli pneumatici, formate da tre chiodi legati con del nastro isolante, di cui la strada della Valfontana e di San Bernardo è stata disseminata per mesi. Se nessuno ha mai detto nulla – magari si è lamentato al bar o sui social network, ma niente di più – Christian al contrario si è rivolto ai carabinieri ed ha detto che qualcosa non andava su quella strada.

Così i carabinieri della stazione di Ponte hanno avviato le loro indagini, che hanno portato alla denuncia per “getto pericoloso di cose aggravato e danneggiamento aggravato” di un anziano di 59 anni di Ponte trovato in possesso di questi “fiori acuminati”.

«Mi è capitato il 1° gennaio, quando stavo scendendo da San Bernardo dopo aver festeggiato il Capodanno – racconta Christian -. Sono arrivato a casa e ho parcheggiato la macchina. In seguito mi sono accorto che la gomma era bucata. C’era un chiodo conficcato. Sono andato dal gommista per cambiarla, invece me l’hanno riparata e per fortuna con poco è andata a posto. Il gommista mi ha chiesto se ero stato in Valfontana oppure a San Bernardo perché i chiodi recuperati dal copertone erano gli stessi estratti anche da altri camion o vetture transitate su quella strada».

A quel punto Christian ha capito e informato i carabinieri, sporgendo denuncia per quanto accaduto. Nel giro di poche ore, gli agenti nel corso di un servizio perlustrativo hanno fermato il pensionato. L’uomo era a bordo della propria auto parcheggiata ai lati della strada interessata dagli episodi. I carabinieri hanno perquisito l’auto, trovando tre trappole identiche a quelle segnalate e del nastro adesivo usato per il loro confezionamento. L’uomo ha cercato di allontanare da sé i sospetti, sostenendo di essere un difensore dei danneggiati, intenzionato però a ripagare l’anonimo attentatore con la sua stessa moneta.

Pare, invece, che l’anziano avesse iniziato a distribuire chiodi sulla strada da mesi, ovvero da quando era divenuta trafficata di camion e mezzi in occasione dei lavori per la realizzazione della centralina di San Rocco.

A Ponte non si fa che parlare di quanto accaduto, anche i social network sono subissati di commenti in particolare sul fatto che alcune persone fossero al corrente di quanto accadeva da mesi ma non hanno informato le autorità.


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