La maglia nera ai treni: «Basta parole e proclami, affrontiamo le criticità»
Il Coradia delle 16,20 di ieri

La maglia nera ai treni: «Basta parole e proclami, affrontiamo le criticità»

«Basta parole, proclami e promesse. Qui bisogna intervenire cominciando a mettere in fila tutte le criticità». All’indomani del sigillo dell’ufficialità messo dall’ad di Trenord Marco Piuri sull’inefficienza della linea ferroviaria che collega Tirano e Milano che si è meritata la maglia nera in Lombardia, ad intervenire è ancora una volta Giorgio Nana, segretario generale dei trasporti della Cgil. Da sempre in prima fila nel denunciare i disservizi e chiedere maggiore attenzione a tutti gli enti preposti, Nana prova a rilanciare la proposta di un tavolo di lavoro, serio sul quale mettere le problematiche che interessano pressoché quotidianamente il trasporto ferroviario locale (tanto per non smentire i dati, il Coradia delle 16,20 da Milano ieri è partito in configurazione dimezzata costringendo i passeggeri ad un viaggio modello sardine).

«Dall’audizione in commissione regionale di Piuri - dice Nana - , finalmente sono emersi i dati ufficiali, che mettono la nostra linea ferroviari all’ultimo posto nella Regione più ricca d’Italia. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando del profondo Nord. Da anni ci lamentiamo, e più di noi migliaia di pendolari, studenti, lavoratori e turisti che quotidianamente scelgono di andare a Lecco o a Milano in treno o da lì tornare in valle dopo una giornata o una settimana di lavoro e tutti i giorni, proprio tutti, viaggiano su treni che non si sa se partono e se partono, non si sa se arrivano a destinazione. E dunque, dopo che Trenord ha confermato tutto ciò che facciamo? Andiamo avanti a parlare delle Olimpiadi del 2026, a parlare dell’allungamento della ferrovia fino a Bormio o interveniamo seriamente?».

Secondo il sindacalista è necessario che il territorio crei un tavolo di lavoro vero invitando Trenord e Rfi, la Regione, la Provincia, la Prefettura e tutti gli enti interessati a fare sul serio mettendo in fila le varie criticità. A partire «dalla sistemazione vera della linea ferroviaria, che essendo a binario unico, deve supportare oltre 70 treni al giorno, che vanno e vengono dalla stazione di Sondrio; chiudendo e accorpando i vari passaggi a livello, almeno quelli che vanno nei campi; diminuendo alcuni treni locali che trasportano aria (anche se a Trenord, portano soldi) e facendo riaprire la stazione di Tirano».

«Se non faremo così - insiste Nana - allora vorrà dire che andremo avanti a lamentarci senza fare niente di concreto. Invece credo proprio che non possiamo perdere questa occasione e tutti assieme rimboccarci le maniche e darci da fare per cercare di migliorare una situazione a dir poco fallimentare».


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