Mercoledì 01 Ottobre 2014

La Lega Nord gioisce

Il coordinatore

di Forza Italia fuori

Sorprese dallo spoglio dei consiglieri

«La vittoria di Della Bitta, alla guida di una coalizione di centrodestra, e l’affermazione del nostro segretario Christian Borromini, il consigliere più votato, sono il risultato di un’operazione ben condotta dallo stesso Borromini, insieme alla Lega Nord, che con tenacia ha lavorato per dare alla Provincia, nell’incertezza causata dalla Legge Delrio, il miglior governo possibile. Dopo le elezioni di maggio, la Lega si conferma il primo partito».

Ad esprimere la soddisfazione del Carroccio per la vittoria alle urne - di secondo livello - di palazzo Muzio è il senatore Jonny Crosio che non manca di mettere il dito nella piaga del partito alleato, quella Forza Italia che non è riuscita a far eleggere il suo coordinatore Filippo Rebai.

«Fuori da casa Lega qualcuno dovrà fare delle riflessioni, non soltanto a livello nazionale ma anche locale» sottolinea Crosio rammaricato anche per l’assenza degli amministratori di Morbegno, «una scelta, la loro - dice -, che classifico tra gli errori di gioventù dovuti all’inesperienza e all’accumularsi di nuove responsabilità».

In casa Forza Italia non c’è grande voglia di gioire. Rebai si trincera dietro un diplomatico silenzio e lascia che sia il sottosegretario regionale Maurizio Del Tenno, già coordinatore del partito, ad esprimersi.

«L’elezione di Della Bitta è motivo di grande soddisfazione - dice -. Sono contento di aver dissuaso alcuni sindaci dal voler intraprendere la via istituzionale, parola decisamente troppo abusata. È importante in un ente come quello provinciale avere una maggioranza e un’opposizione chiare. Adesso è così e c’è una solida compagine di centrodestra a palazzo Muzio». Quanto all’esclusione di Rebai dal consiglio provinciale, Del Tenno parla di effetto collaterale. «Non c’è alcuna dietrologia, alcun retroscena politico - insiste -. Rebai ha pagato la battaglia tra Massimo Chistolini e Borromini a Sondrio. E poi la Lega ha lavorato per un solo candidato (Filippo Compagnoni è rimasto fuori, nda), mentre noi ci siamo impegnati per eleggere un rappresentante di ciascun mandamento».

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