«La generosità   ha il sapore del sorriso»
La Colletta alimentare è tornata ieri anche nella nostra provincia (Foto by foto gianatti)

«La generosità

ha il sapore del sorriso»

L’iniziativaLa Colletta alimentare proposta ieri in 96 supermercati e negozi di Valtellina e Valchiavenna

«La gente non si stanca mai di donare qualcosa per gli altri, per chi ha bisogno». Così sintetizza la giornata della Colletta alimentare, proposta ieri in 96 supermercati e negozi di Valtellina e Valchiavenna, il responsabile dei volontari impegnati all’Iperal di Sondrio, Aurelio Benetti.

«E partecipare al gesto è sempre una soddisfazione - aggiunge -, perché si raccoglie tanto ed è bello vedere affiatamento nel gruppo che gestisce la raccolta. Quest’avventura, iniziata già venticinque anni fa, è una soluzione studiata bene, per durare a lungo e portare frutti concreti di solidarietà e anche nell’educazione della gente che vi partecipa».

«Un gesto concreto»

Accanto a Benetti il nipotino Stefano, instancabile nel passare nelle mani degli alpini gli alimenti che toglie dai sacchetti donati da chi esce dalle casse del supermercato.

Così, anche quest’anno, la Colletta è stata un incontro tra generazioni: le penne nere del gruppo di Ponchiera, affiancate dal più giovane tra i volontari, inscatolavano gli alimenti, mentre a proporre il gesto della raccolta di alimenti, invece, c’erano i giovani degli oratori cittadini. Il mattino alcuni studenti universitari, sostituiti poi il pomeriggio dai ragazzi delle superiori. Ad affiancarli educatori e catechisti. Poche parole cordiali, rivolte a chiunque entrasse al supermercato per fare la spesa, consegnando un volantino e una busta di plastica con l’invito ad aderire alla raccolta.

«Fare qualcosa per la comunità mi interessa ed è un tema che mi riguarda da vicino: all’università ho scelto di studiare Educazione professionale proprio per aiutare gli altri», afferma Pamela Chistolini che indossa la pettorina gialla per renderla riconoscibile come volontaria assieme a Daniele Gerali, che ormai da anni partecipa alla Colletta. «Perché - spiega - lo vedo come un gesto concreto, non qualcosa di passivo verso i poveri, ma che possa invece aiutarli nella vita di tutti i giorni e magari risollevare loro il morale non solo a parole, ma con concretezza».

Anche Caterina Sosio, 22 anni, non è nuova all’esperienza della Colletta e, dopo l’anno di interruzione a causa del Covid, è contenta che l’iniziativa sia tornata in presenza. «Non c’è una motivazione particolare che mi spinge ad essere qui - confida -, credo che sia semplicemente giusto partecipare alla Colletta alimentare. Della motivazione te ne rendi conto quando sei impegnata come volontaria e vedi delle persone che mai ti saresti aspettata potessero donare qualcosa per gli altri. Come dei ragazzini che hanno speso parte di quella che probabilmente è la loro paghetta per acquistare qualcosa da donare, rinunciando magari a qualcosa per se stessi».

«Davvero speciale»

Entusiasta dell’esperienza anche il diciottenne Francesco Vinci. «Aiutare gli altri - afferma - è appagante per chi lo fa, anche se devi spendere un po’ di tempo, che è ciò che di più prezioso un essere umano possa avere. Donarlo per gli altri è bello e speciale».

«E poi - gli fa eco Laura Perricone -, impegnarsi con gli amici è bello e arrivi a fine giornata con la soddisfazione di aver speso bene il tempo».

Per Chiara Iacuone, insegnante ventottenne, una prima esperienza alla Colletta alimentare. «La generosità - confida - ha il sapore del sorriso sotto la mascherina e della parola gentile. Ha gli occhi di un bambino felice dopo aver fatto il suo dono. È lo sguardo d’intesa con tanti uomini, donne, bambini, anziani e ragazzi di ogni nazionalità, perché è possibile fare qualcosa insieme. Ed è veramente straordinario».

Da oggi e fino alla prossima domenica, la Colletta alimentare proseguirà attraverso la possibilità di acquistare nei negozi convenzionati delle “Charity card” di Epipoli del valore di 2, 5 o 10 euro. Le donazioni saranno poi convertite in alimenti.


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