La Fughiascia si ripete, altra sagra da record: «Formula che piace»
Oltre 250 i volontari impegnati per tre giorni

La Fughiascia si ripete, altra sagra da record: «Formula che piace»

Confermate a Gordona le presenze dell’anno scorso. Un esercito di 250 volontari al lavoro per tre giorni. Dopo i Crotti, è la kermesse più importante della Valle.

Oltre 250 i volontari impegnati per tre giorni. Uno sforzo collettivo notevole per una comunità di 1.600 abitanti. Questo il numero più importante della edizione numero 33 della Festa della Fughiascia di Gordona, ormai diventata la sagra più importante del territorio valchiavennasco, ovviamente dopo la Sagra dei Crotti di settembre.

Per il secondo anno consecutivo il tempo è stato magnanimo con l’organizzazione e la risposta del pubblico è stata clamorosa. In linea con l’edizione record dello scorso anno.

Si parla di numeri a cinque cifre per le porzioni del prodotto tipici distribuite durante il fine settimana e di presenze nell’ordine di alcune migliaia. Il tutto condito da esibizioni musicali, il palo della cuccagna e la presenza della banda locale. «Siamo molto soddisfatti – commenta Cristina Levi dell’organizzazione - . C’è stata tanta gente e bel tempo. Nel corso degli anni siamo riusciti a trovare una formula che funziona e piace alla gente, anche se ogni anno cerchiamo di migliorare qualche aspetto». L’organizzazione punta con orgoglio l’attenzione sull’organizzazione stessa: «Siamo 250 volontari – continua Levi – per un lavoro che dura settimane e che è molto più ampio rispetto a quello che i visitatori possono vedere. Si tratta di una grande occasione di unità per il paese che vede il coinvolgimento di tantissimi giovani». Impegnati alle casse, al servizio ai tavoli o ai fornelli. Ma anche nel lavoro più oscuro che parte a inizio anno con le prime riunioni organizzative.

Regina, naturalmente, la focaccia di farina gialla, anzi di polenta, cotta verticalmente a fianco della fiamma. Una ricetta che si perde nella notte dei tempi. Una tradizione che alcuni anni fa ha rischiato di scomparire, prima che venisse stretto una sorta di patto generazionale tra i gordonesi. Un passaggio di consegne graduale che ha permesso di innestare nell’organizzazione della festa sempre forte fresche e di tramandare la conoscenza della ricetta e la capacità di realizzarla: «Grazie al lavoro fatto in questi decenni, ma anche ai corsi organizzati negli anni scorsi – conclude Levi – ormai in tutte le famiglie di Gordona si prepara la focaccia. Anzi, ormai viene cucinata anche da valchiavennschi che vivono fuori dal nostro territorio». Una mano, sicuramente, l’ha data anche la Regione Lombardia, che cinque anni fa ha deliberato il riconoscimento alla focaccia gordonese del titolo di Prodotto Agroalimentare della tradizione della Regione Lombardia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA