La Cri replica ai volontari indagati  «Vergognose le loro dichiarazioni»

La Cri replica ai volontari indagati

«Vergognose le loro dichiarazioni»

Il caso La presidente Gualteroni risponde alle affermazioni dei ragazzi arrestati e liberati

«Dichiarazioni e accuse vergognose. Non si può accettare che un’associazione importante ed emblematica come la Croce rossa venga infangata in questo modo».

Giuliana Gualteroni, presidente della Cri Sondrio, è indignata, ed è facile da comprendere. Lunedì, infatti, i due ex volontari (ora in fase di radiazione) arrestati la scorsa settimana con l’accusa di peculato, si sono giustificati davanti a Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sondrio, Antonio De Rosa, accusando a loro volta il sodalizio.

I dispositivi

Accuse pesanti: in primis, i due si sarebbero sentiti ingannati, vedendosi rifiutata la possibilità di essere assunti come dipendenti; ma, ed è questa l’affermazione che più addolora Gualteroni, hanno anche affermato di non essere stati adeguatamente “protetti” dal Covid 19, di non essere stati forniti dei Dpi essenziali.

«Un’accusa vergognosa – commenta proprio questa seconda affermazione Gualteroni -. Il Comitato di Sondrio ha ricevuto complimenti a livello regionale per come siamo riusciti sin dall’inizio a tutelare il nostro personale. Abbiamo nominato subito un team di coordinamento per la gestione emergenza e a tal proposito Cri Sondrio è certifica con Iso 45001, che attesta come rispettiamo tutte le procedure in materia di sicurezza. Sono fortunata, ho accanto a me persone eccezionali, e grazie alla lungimiranza del mio dirigente abbiamo avuto da subito Dpi grazie ad una scorta rimasta dall’emergenza ebola». «Quando tutti erano senza, noi avevamo dispositivi - aggiunge -; poi ci siamo attivati nella ricerca e con l’aiuto di altri Comitati Bergamo su tutti, siamo riusciti ad approvigionarci, tanto da rifornire anche le forze dell’ordine che non ne avevano a disposizione».

Insomma, Giuliana Gualteroni respinge al mittente l’accusa dei due giovani, e rilancia, snocciolando anche numeri importanti «Tutti i volontari hanno ricevuto regolarmente I Dpi – afferma – e i due ex volontari sono anche stati ripresi dal mio coordinatore perché, rientrati dal servizio, non li indossavano regolarmente. Da marzo a dicembre 2020 abbiamo svolto 15.178 servizi, oltre 43mila ore di volontariato, e in tutto questo solo due volontari su 280 sono risultati positivi, ma è stato accertato che avevano contratto il virus al di fuori della Croce rossa. Di 80 dipendenti, poi, 11 hanno contratto il Covid, due certamente fuori dal lavoro, per gli altri non c’è certezza. Siamo risultati il miglior comitato lombardo. Per questo sentire certe dichiarazioni fa ancora più male».


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