La corsa delle botti a Chiuro: 400 metri  da cardiopalma
Le premiazioni

La corsa delle botti a Chiuro: 400 metri

da cardiopalma

Da piazza Quadrio un percorso saliscendi con un acciottolato che rende difficile procedere. Alla fine il sindaco Maffezzini ha premiato i vincitori.

Corrono, le botti, corrono, al Grappolo d’Oro di Chiuro. Rotolano allegramente su e giù per il paese, non da sole ma disciplinate, sospinte da abili manovratori in affiatata coppia e dal tifo di tante persone assiepate lungo il tracciato, come fosse una competizione di Formula 1 o un rally, se preferite, vista la quasi concomitanza con la Coppa Valtellina.

Si parte e si arriva da piazza Stefano Quadrio, 400 metri di saliscendi sul caratteristico acciottolato di sassi detto “risc” che richiama il pavé della Parigi-Roubaix, una bella faticaccia. La botte da far rotolare ha una cilindrata, pardon capienza, di ben 225 litri. Ce ne sta, di rosso buono, ma in questo caso è ovviamente vuota. È una gara, ma anche il modo di ricordare simpaticamente un’attività artigianale purtroppo ormai scomparsa in zona come quella del bottaio, sapiente curvatore ed assemblatore di pezzi di legno che diventano la culla del buon vino. E, in una manifestazione che apre cantine e corti alla curiosità e alla passione di tanti visitatori, la Corsa delle Botti, il giorno prima staticamente allineate a custodire l’invecchiamento, poi dinamicamente rotolanti, ci sta proprio a pennello. Quest’anno, per l’ottava edizione della corsa, erano in gara otto coppie maschili e cinque femminili.

Hanno vinto, per la cronaca, Roberto Amonini e Oreste Boneschi del GSD Chiuro, che hanno condotto al traguardo la loro botte in 2’33”6, non riuscendo quindi per un soffio ad abbassare il record di 2’28” stabilito nel 2016 dal duo “Balgera Vini”. Secondo posto per Francesco Folini e Giacomo Gini del “Dos Bel”, staccati di 6”2 e terza piazza per Pedroli-Silveri a 15’5. Nella classifica femminile si sono imposte in 4’08”6 Alessandra Corti e Francesca Biacchi de “I Laghee” davanti alle due Abordi “Le Valeriane” in 4’11”5 e “Le Donne” (tout court) Botacchi- Amonini, più staccate con 4’18”4. A premiare, il sindaco Tiziano Maffezzini e la presidente della Pro loco, Donatella Moretti. Ma, come alle Olimpiadi di De Coubertin, l’importante è partecipare a questa gara, che elettrizza il paese, diverte gli astanti e fornisce un motivo di attrazione in più per il turista.

Il Grappolo d’Oro numero 35 prosegue anche domenica prossima. Per l’occasione, dalle 10 alle 18 si potrà passeggiare nel Medioevo del centro storico, dove vie, corti, giardini e vicoli rappresentano lo scenario ideale per un suggestivo salto nel tempo, alla scoperta di antichi mestieri attraverso esposizioni, laboratori, musiche, danze e giochi. Un’esperienza davvero da non perdere per conoscere a fondo questo caratteristico borgo dalla ricca storia. Dalle 12 alle 14,30 il consueto itinerario gastronomico, tra buon vino e delizie locali. Ieri, forte interesse ha suscitato la “cantina al buio”, degustazione dei vini del Consorzio di Tutela in totale assenza di luce. A guidare la proposta di AltraValtellina in collaborazione con l’Unione Ciechi, alcuni non vedenti e un sommelier. Nella completa oscurità, papille ben aperte e nuove sensazioni al contatto con i pregiati rossi di Valtellina.


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