La cicogna vola via. Punto nascite chiuso da ottobre
L’ospedale di Chiavenna

La cicogna vola via. Punto nascite chiuso da ottobre

Definito il futuro del presidio ospedaliero di Chiavenna. La Regione garantisce: «Ci sarà un rafforzamento».

Ora è ufficiale. Il punto nascite dell’ospedale di Chiavenna chiuderà i battenti dal primo ottobre. Non c’erano dubbi per la verità, ma durante l’incontro avvenuto in Regione Lombardia tra i sindaci della Valchiavenna e gli assessori regionali al Welfare Giulio Gallera e alla Montagna Massimo Sertori è stato annunciato che lunedì arriverà la delibera ufficiale: «La delibera - spiega Gallera - prende atto della relazione tecnica dell’Ats che aveva evidenziato il livello superiore di sicurezza, garanzia di copertura h24 del servizio grazie a un numero superiore di operatori e numero di pazienti di Gravedona rispetto a Chiavenna. La decisione non è stata politica».

La delibera, però, non conterrà solo questo ma anche, secondo Gallera «un rafforzamento del presidio ospedaliero di Chiavenna attraverso azioni concrete». Nel dettaglio del cosiddetto “Progetto di valorizzazione del presidio ospedaliero di Chiavenna” si prevede la presenza dell’anestesista rianimatore stabilmente dedicato alla attività del presidio e mantenimento della Unità operativa di Chirurgia, il potenziamento di attività chirurgica oculistica, l’implementazione della attività chirurgica ortopedica, il potenziamento delle attività di ricovero con attivazione di 4 posti letto di cure subacute, il potenziamento delle attività ambulatoriali di odontostomatologia e reumatologia, l’apertura di un ambulatorio di terapia del dolore, l’acquisizione di nuova apparecchiatura TC di ultima generazione. Oltre agli investimenti, finanziati da Interreg e Aree Interne per la telemedicina e il telemonitoraggio dei pazienti cronici. «Se il timore del territorio era quello che la chiusura del punto nascite avrebbe portato ad un’escalation verso la chiusura del presidio - ha commentato Massimo Sertori - crediamo che con questi atti questo pericolo sia scongiurato. Si tratta di un segnale importante per le istanze del territorio».

La proposta, in attesa di capire cosa ne pensa la popolazione, sembra soddisfare i sindaci: «Nonostante l’impegno degli assessori Gallera e Sertori a seguito delle nostre rimostranze, i numeri e gli standard di sicurezza non consentono un futuro al punto nascita di Chiavenna – commenta il presidente dell’assemblea dei sindaci della Valchiavenna Patrizia Pilatti -. L’impegno dei sindaci della Valchiavenna oggi è recepito». Secondo Pilatti finisce così un periodo in cui si è assistito all’impoverimento del presidio e inizia una nuova fase di potenziamento dei servizi così come richiesto nel manifesto per l’ospedale di Chiavenna. «Gli accordi e le convenzioni stipulate con Lecco e Gravedona - spiega - consentiranno di avere a disposizione personale che fino ad oggi è mancato».

Di grandissima importanza e di assoluta novità per Pilatti è l’istituzione del servizio per i sub acuti. «Questo il segno che si investe sul ruolo del nostro ospedale - dice -. Già da diversi anni gli interventi chirurgici non vengono fatti nel nostro ospedale e i pazienti poi si trovano dopo il giorno dell’intervento a non sapere dove andare. Da oggi il nostro ospedale darà una risposta a queste situazioni. Un altro aspetto molto importante è l’istituzione di un ambulatorio per i pazienti con problemi reumatologici che da oggi potranno curarsi nel nostro ospedale, cosi come i pazienti in terapia del dolore». L’ultimo commento rassicurante riguarda i lavoratori: «In merito al personale dipendente non vi saranno esuberi o trasferimenti presso altri presidi».


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