La carica dei seicento per aiutare l’oncologia: «Già raccolti 5400 euro»
L’evento è stato possibile grazie a due partner privati, soddisfatto il direttore del dipartimento oncologia

La carica dei seicento per aiutare l’oncologia: «Già raccolti 5400 euro»

Chiavenna, grande risposta alla raccolta fondi per il restyling del reparto di Oncologia Medica.

Dalle 17 alle 23 di venerdì la Pasticceria Mastai di piazzale Stazione, a Chiavenna, è stata presa d’assalto da più di 600 persone, di tutte le provenienze e di tutte le età, desiderose di prendere parte all’“Apricena di beneficenza” il cui ricavato verrà devoluto all’associazione “Giuliana Cerretti onlus” per l’acquisto degli arredi della nuova sala d’aspetto del reparto chiavennasco e di due televisori per la sala di terapia, in open space.

«Come Pasticceria Mastai, per l’Apricena, abbiamo raccolto 5400 euro che, ora, gireremo all’associazione Cerretti Onlus – assicura Luciano Mastai, che, con la sorella Titta, la nipote Bea e Daniele, ha organizzato il tutto -, cui, poi, deve aggiungersi il ricavato dalla vendita dei fiori messi a disposizione da Giancarlo Rossi e le offerte che, comunque, ci sono pervenute nel contesto».

Presenti alla manifestazione anche Alessandro Bertolini, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) di Valtellina e Alto Lario, e presidente di “Cerretti Onlus”, con il suo staff formato dai medici Ornella Fusco, Panagiotis Deligiannis, che è anche l’oncologo di riferimento per la popolazione valchiavennasca, Ilario Rapposelli e Alessandro Pastorini.

Raggianti nel constatare la partecipazione della popolazione all’evento, «il primo, di questo genere, che organizziamo a Chiavenna - ha commentato Bertolini - e che vedo sta andando proprio nella direzione sperata che è quella, sì, di raccogliere fondi per il reparto, ma, anche, di rafforzare il legame fra la popolazione e il proprio ospedale. Ricordo, del resto, che sono parecchi i valchiavennaschi in cura da noi, tant’è che si contano almeno venti persone, in visita, ogni lunedì, in reparto, che, poi, se necessitano di terapie particolari, vengono fatti convergere su Sondrio. Per questo ci sembrava fondamentale mettere mano a una ristrutturazione necessaria, concordata nell’ottobre dello scorso anno con la direzione precedente, e, poi, definita con l’attuale, di Giuseppina Panizzoli, considerato che il reparto era fermo all’assetto del 1992».

Di qui a una quindicina di giorni, potrebbe essere già pronto, al primo piano, con spazio triplicato, fatto da ampia sala terapie in open space, sala d’aspetto consona, studio medico e saletta per infermiera e segreteria, oltre al locale per il ricovero dei farmaci che, resta, in questo caso, quello attuale essendo del tutto adeguato.


© RIPRODUZIONE RISERVATA