La canapa a Chiuro diventa business

La canapa a Chiuro diventa business

Coltivati circa tre ettari di terreni, per un totale di 11 campi, con la previsione di arrivare a produrre 30mila piante di Cannabis light o Cannabis terapeutica.

Piante di cui non si scarta nulla: «Dalla radice si ottengono tisane, il fusto viene impiegato nel tessile, i fiori in campo medico» ricordano i tre intraprendenti giovani agricoltori, che a fine gennaio hanno creato l’azienda agricola “Kanuf”, che significa canapa in dialetto.

«Siamo membri di una società di nuova creazione con l’intenzione di lavorare in maniera eco-sostenibile e biologica la Cannabis light, con l’ambizione di crescere e diventare una realtà solida e ben presente sul territorio» spiegano Andrea Pelacchi, Diego Scieghi e Manuel Annulli.

Trentasette anni Pelacchi, che opera già in campo agricolo a San Giovanni di Teglio dove risiede, è stato l’ideatore trovando subito “terreno fertile” in Scieghi - il più giovane dei tre, 30 anni di Castionetto - e in Annulli di Chiuro, 34 anni a giugno. Tra gli obiettivi, anche quello di «creare lavoro e dare la possibilità ad altri piccoli coltivatori di seguire il nostro esempio e dare vita così ad un altro prodotto d’élite valtellinese» raccontano convinti della scelta fatta e ringraziando chi ha creduto in loro, dando in affitto i terreni. Per lo più appezzamenti incolti e abbandonati. Tra questi anche uno del sindaco di Chiuro.

«Abbiamo deciso di iniziare con quattro o cinque varietà diverse, tutte sementi certificate, per selezionare quella che più si presta al nostro terreno e al nostro clima. Coltiveremo con l’obiettivo principale di raccogliere, pulire ed essiccare le infiorescenze», da vendere ad una delle tante aziende di prodotti contenenti «il prezioso cannabiniolo (Cbd)».

Su un punto intendono mettere l’accento: «Questa pianta non sballa. Sappiamo che si tratta di una coltura delicata dal punto di vista etico e sociale. Ma abbiamo riscosso consensi e fiducia da enti come la Coldiretti e la Fojanini».


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