La caccia ai medicinali salvavita in Valle  «Da una farmacia all’altra per trovarli»
Anche in provincia di Sondrio, come in altri territori della Lombardia, in queste settimane in varie farmacie si registra una carenza di medicinali salvavita

La caccia ai medicinali salvavita in Valle

«Da una farmacia all’altra per trovarli»

Il presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti Mazzocchi conferma la criticità. La carenza è legata principalmente a due problemi: la produzione e la distribuzione.

Anche in provincia di Sondrio, come in altri territori della Lombardia, in queste settimane in varie farmacie si registra una carenza di medicinali salvavita, in particolare alcuni farmaci per la pressione e alcune insuline. A segnalare la situazione delicata, in particolare per la categoria dei pazienti cronici, è il presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti di Sondrio (FederFarma) Cesare Mazzocchi.

«Effettivamente - esordisce Mazzocchi - si registrano oggettive carenze relativamente a questi farmaci. Alcuni pazienti sono costretti a girare da una farmacia all’altra per reperire questo tipo di medicinali. Dipende, comunque, dal grossista a cui ci si affida e alla possibilità di “attingere” non soltanto a uno, ma a più grossisti: a livello personale, ad esempio, nella mia farmacia la situazione è abbastanza tranquilla visto che ho l’opportunità di affidarmi a più di un fornitore».

La carenza di medicinali salvavita come insuline e farmaci per la pressione può essere determinata da due fattori: quello produttivo e quello distributivo, comunque regolati entrambi dai due decreti legislativi 219/2006 e 17/2014 che ha in parte aggiornato la precedente normativa.

«A volte, per scelta, per difficoltà interne o per la rottura di alcuni macchinari - prosegue Mazzocchi - le case farmaceutiche interrompono la produzione di un determinato farmaco, ma sono tenute a comunicarlo tempestivamente alle farmacie e, in effetti, nelle ultime settimane alcune segnalazioni di questo tipo relative proprio ai farmaci salvavita ci sono arrivate».

Se, dunque, uno stop nella produzione di certi medicinali può essere “parte del gioco” (per quanto le conseguenze per i pazienti siano, ovviamente, tutt’altro che positive), diverso è il quadro se, la carenza di determinati farmaci è causata da fattori, per così dire, distributivi.

«I grossisti - evidenzia sempre il presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Sondrio - sono tenuti a fornire alle farmacie i medicinali richiesti entro i termini previsti di 12 ore o di un giorno. In caso contrario bisogna segnalare la mancata consegna all’autorità individuata dalla Regione che vigila sui grossisti e che può punirli con sanzioni economiche da tre a 18 mila euro, con la sospensione o con la revoca definitiva dell’autorizzazione».

E siccome, la carenza di farmaci salvavita nelle farmacie di Valtellina e Valchiavenna è determinata, in questi giorni, anche da questi fattori di tipo distributivo, Cesare Mazzocchi vuole rivolgere un “appello” ai suoi colleghi: «I grossisti, a volte, scelgono un mercato “parallelo”, più remunerativo che, spesso, è quello estero - dice -. La possibilità di disporre di questo “canale”, però, non li esime dal far fronte agli accordi che esistono per il mercato nazionale e quindi invito i colleghi che non dovessero ricevere i farmaci per mancanze di carattere distributivo a segnalare questa situazione all’autorità regionale o a Federfarma».


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