Ipotesi traforo, sindaci d’accordo  «Dobbiamo aprire un varco a Nord»
Il passo Spluga un tempo era transitabile tutto l’anno

Ipotesi traforo, sindaci d’accordo

«Dobbiamo aprire un varco a Nord»

Unanime la posizione di Campodolcino, Madesimo e San Giacomo Filippo

Guanella: «Il rischio di isolamento dovuto alle frane ci impone di trovare una via di fuga»

Dopo l’annuncio della Provincia, che ha assicurato la disponibilità di fondi per curare un progetto finalizzato al miglioramento della viabilità italo-svizzera in Val San Giacomo passando dallo Spluga, adesso la parola passa ai sindaci di Madesimo, Campodolcino e San Giacomo Filippo.

Il loro punto di vista viene espresso a una sola voce. È quella di Enrica Guanella, che dal municipio di Campodolcino riassume il pensiero di tutti. «Finalmente sentiamo parlare di Valle Spluga, visto che da anni gli abitanti della zona chiedono di risolvere il problema della lunga chiusura del valico durante la stagione invernale, per circa sei mesi – premette -. L’obiettivo è di migliorare i collegamenti con l’Europa centrale».

Ma la scelta del traforo sommitale, quella che prevede la realizzazione di un tunnel di circa due chilometri a 1900 metri circa di quota partendo da Montespluga, al termine di questo percorso, è scontata? «No. È già capitato di assistere a dei risultati con indicazioni contrarie a quelle ipotizzate, ad esempio per il traforo Gordona-Lostallo, che si è rivelato insostenibile a livello economico.

Gli studi di fattibilità servono a valutare le possibili soluzioni senza pregiudizi. Certamente un’opera è realizzabile quando è sostenibile. Ora il fatto di avere trovato delle risorse per quest’analisi è un primo passo cruciale». Enrica Guanella ribadisce che fra i primi cittadini c’è la massima unità d’intenti. «Posso confermare che a livello di valle sia il sindaco di Madesimo, sia quello di San Giacomo sono favorevoli a questo approccio. Condividiamo tutti lo stesso problema: il rischio di isolamento, anche a causa delle frane che incombono sulla 36 tra Chiavenna e Campodolcino, è purtroppo ben presente. Dobbiamo fare in modo di ridurlo e la possibilità di avere uno sbocco prolungato verso nord rappresenta un importante progresso».

Anche al sindaco di Campodolcino è arrivata l’analisi curata da Emilio Guanella e condivisa da parte del comitato pro Mesolcina. «Se è vero che ci sono altri passi alpini nei dintorni, è altrettanto vero che lo Spluga ha una valenza importantissima non solo per la Valchiavenna, ma anche per l’Alto Lario». Il dibattito prosegue, insomma, e tutto lascia pensare che proseguirà in futuro. Il presente, intanto, sono le strade con l’asfalto in condizioni precarie, per le quali i Comuni cercano soluzioni rapide ed efficaci.


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