«Io a Bormio non vedo profughi della Libia, ma giovani col telefonino»
Un salone affollato per ascoltare le parole di Matteo Salvini (Foto by bormiphoto)

«Io a Bormio non vedo profughi della Libia, ma giovani col telefonino»

Il leader della Lega, Salvini, in un affollato incontro pubblico: «Va garantito il diritto a non emigrare».

«Il 4 marzo noi vinciamo, vi do questo annuncio. Non ho dubbi». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, in un incontro pubblico a Bormio, trasmesso ieri pomeriggio in diretta Facebook. «Ma dopo il 4 marzo - si è chiesto poi Salvini parlando del centrodestra - che cosa arriva?». Il leader leghista ha criticato, senza nominarlo, il sottosegretario Antonio Gentile che ha detto che voterà per Forza Italia «ma continua a governare con gli altri». «Ma è normale? Non sono io - ha aggiunto Salvini - che sono puntiglioso. Chiedo coerenza, chiedo serietà. Altrimenti, se mettiamo insieme l’Arca di Noè, poi è difficile fare le riforme che vogliamo».

Il segretario della Lega ha detto di aver apprezzato, del discorso di fine anno del presidente Sergio Mattarella, un «unico passaggio, quando ha invitato la gente a votare ed esercitare il diritto di voto. Per il resto mi sono appisolato». L’invito ad andare a votare «è giusto - ha affermato Salvini - perché altrimenti chi non va a votare perde il diritto al lamento. Spero in questi sessanta giorni - ha detto ai suoi sostenitori, la sala della sede della Bps in via Roma era gremita - di risvegliare la passione di tanta gente, perché non si rassegni. Dateci una mano a parlare a chi non ci crede più».

Il candidato premier è poi tornato sul discorso pronunciato dal Capo dello Stato domenica 31 dicembre. «Mattarella richiama a una Costituzione tradita, offesa, ignorata dagli ultimi governi di sinistra - ha spiegato -. La difesa del lavoro citata da presidente della Repubblica corrisponde al nulla fatto dal governo. La difesa del risparmio, della famiglia e dei confini sono stati dimenticati: col governo Salvini la Costituzione e i diritti degli italiani torneranno protagonisti. Nella Prima Guerra Mondiale i nostri nonni morivano per difendere i confini dagli stranieri, oggi il governo gli immigrati li va a prendere a casa e li mette in albergo. Basta. Prima gli italiani, e i nostri figli avranno un futuro libero e sicuro».

Nel corso del suo intervento è arrivata anche una risposta - indiretta - alle parole pronunciate dal vescovo Oscar Cantoni nel Te Deum, che ha lanciato un appello per andare a votare e invitato i fedeli a non seguire i leader che cavalcano il populismo. «Leggo nella lettera di Natale del Santo Padre: “Attenti a chi fomenta la paura e il razzismo”. Ma qua dentro c’è qualche razzista? Io non mi ritengo superiore a nessun altro, però non voglio neanche passare per fesso». Salvini sul tema dell’accoglienza dei migranti ha ribadito una frase spesso ripetuta in altri interventi: «L’altro Papa, perché ne abbiamo due, Papa Benedetto, aveva detto che in questo periodo storico prima del diritto a emigrare va garantito il diritto a non emigrare».

Se la Lega sarà al Governo, «accoglieremo tutti quelli che ne hanno diritto - ha aggiunto -. Se in albergo a Bormio vedo donne e bambini scappati dalla Siria, bene. Ma non vedo in giro a Bormio o a Milano donne o bambini magrolini, ma ventenni con cappellino e telefonino che giocano a palle di neve».

E su Facebook il segretario della Lega ha formulato un’ulteriore riflessione sul tema: «Vado a messa a Bormio e sento dire dal prete che bisogna “accogliere tutti i migranti”. Penso ai milioni di italiani senza casa e senza lavoro, al milione di bambini che in Italia vivono in povertà, e prego per loro. Amen».


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