Intesa sul Parco delle incisioni rupestri  «Ma non daremo una parte a Grosotto»
Il Parco di Grosio

Intesa sul Parco delle incisioni rupestri

«Ma non daremo una parte a Grosotto»

Il sindaco Pruneri, all’indomani dell’accordo istituzionale, non abbassa la guardia. «Se si fosse creato un nuovo consorzio non ci sarebbe stato bisogno di liquidatore e spartizioni».

L’accordo siglato giovedì scorso fra Provincia di Sondrio, Comunità montana di Tirano, Comuni di Grosio e Grosotto, che porterà alla stesura di una convenzione, nella quale l’ente montano è capofila della gestione, più che una pace assomiglia a un armistizio fra le parti.

Un’intesa raggiunta per consentire la ripresa dell’attività, ma i focolai di guerra non sono spenti, soprattutto fra i Comuni di Grosio e di Grosotto. Il primo cittadino di Grosio, Antonio Pruneri, attacca il collega di Grosotto, Guido Patelli: «Non cederemo mai un quarto del Parco delle incisioni rupestri al Comune di Grosotto. La convenzione - spiega Pruneri - apre il problema della divisione dei beni materiali che erano del consorzio, che dovrà essere affidata a un liquidatore. La mia proposta è che ogni Comune diventasse proprietario della parte dei beni appartenenti al consorzio presenti sul proprio territorio, ma questa non sembra una soluzione fattibile. Col liquidatore si rischia di andare incontro a divisioni con infiniti atti notarili e costi pazzeschi per i Comuni. Inoltre, aspetto non da poco, si violerebbero moralmente le intenzioni testamentarie della marchesa Margherita Pallavicino Mossi, che aveva donato le sue proprietà al consorzio costituito allora solamente dalla Provincia di Sondrio e dal Comune di Grosio affinché ne fossero degni custodi».

A pochi giorni dall’accordo, mentre i segretari sono ancora impegnati a stenderla, la convenzione mostra già i suoi limiti: «Noi come Comune di Grosio l’abbiamo accettata a malincuore, solamente per consentire la ripresa dell’attività dell’area. Se Patelli avesse invece accettato la mia proposta di costituire un nuovo consorzio, non sarebbe sorta la problematica della liquidazione dei beni, perché avremo sì nominato un liquidatore, ma dopo una settimana avremmo potuto benissimo revocarlo per legge, visto che il consorzio nuovo avrebbe ricalcato per intero quello precedente». Un altro aspetto che sta a cuore al sindaco di Grosio è il ruolo del presidente del consorzio Alessandro Deriu, decaduto con lo scioglimento del consorzio: «Lui si è distinto per il grande impegno in questo ultimo anno estremamente difficile per le sorti del consorzio. È stato ringraziato, ma bisogna pensare a un nuovo ruolo per lui, a riqualificarlo, invece mi sembra sia stato accantonato».

La convenzione, per entrare in vigore, dovrà passare nei consigli di Grosio e Grosotto, in quello della Comunità montana di Tirano e in quello provinciale. Una volta approvata da tutte e quattro le aule entrerà in vigore. L’apertura del Parco è prevista per giugno. La Comunità montana di Tirano ha manifestato l’intenzione di curare la gestione per due anni.


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