Interrogativi a Samolaco  Dubbi sul ponte di San Pietro
Il ponte di San Pietro a Samolaco

Interrogativi a Samolaco

Dubbi sul ponte di San Pietro

Limiti di peso non rispettati sulla provinciale Trivulzia. «Visti i lavori al pozzo di Riva non ci sono alternative».

I limiti ci sono, ma molti non li rispettano. Sul ponte di San Pietro passano tutti i giorni mezzi carichi di merci, ma anche di persone, per i quali è più che legittimo ipotizzare un peso ben superiore a quanto consentito dalla segnaletica. E alcuni lo fanno con tanto di autorizzazione. All’indomani della tragedia di Annone, torna alla mente la vicenda del ponte di Samolaco, sulla provinciale Trivulzia.

Una questione esplosa nel corso dell’estate con l’inizio dei tanto attesi lavori di allargamento del pozzo di Riva sulla 36. Ogni giorno i cittadini assistono al passaggio di camion che potrebbero avere un peso per asse ben superiore ai 54 quintali indicati dai cartelli. Solo per citare due esempi, si osserva il transito di mezzi da cava e di autoarticolati. Senza dimenticare gli autobus: la massa totale di un Iveco Crossway può arrivare a 18 tonnellate. 18 diviso due fa ben più delle 5,4 consentite, anche se non si viaggia sempre a pieno carico. Quelli scolastici, come sottolineato dai vertici della Stps, sono autorizzati dalla Provincia, quindi il loro transito è assolutamente regolare. Ma se il peso è superiore a quello consentito, qualche dubbio sorge.

I cittadini lo sanno benissimo e il sindaco Michele Rossi è consapevole della preoccupazione diffusa. «Purtroppo, visto che ci sono alternative, da quel punto sono stati fatti passare anche i pullman carichi di bambini. Questo aspetto è ancor più grave, ma concretamente avviene questo». Non c’è alcuna volontà di sfruttare l’eco della tragedia di venerdì per alzare i toni, anzi. Considerata la delicatezza della situazione, a Samolaco si evita ogni riferimento al tragico crollo di Annone. Ma i discorsi orientati al futuro, in questo caso, non piacciono. «Stiamo parlando di una criticità che va risolta nell’immediatezza. Un conto è prevedere un intervento nel piano delle opere triennali. È stato fatto ed è stata prevista una spesa di tre milioni, ma sappiamo che ci sono tanti dubbi sul futuro dei nostri enti locali. Quindi è ben altra cosa dire che ci vogliono tempi certi e soprattutto brevi per la soluzione di questo problema. Altrimenti rischiamo di dover andare a recuperare mezzi e persone sotto il ponte, anche perché è stretto e le condizioni delle ringhiere lo dimostrano. Gli incidenti sono frequenti. Non possiamo fare finta di niente».

Nel corso dell’estate, per disincentivare il transito irregolare di mezzi pesanti, si era auspicata la maggiore presenza di forze dell’ordine. Un’ipotesi che in concreto è difficile realizzare anche a causa della ristrettezza degli organici. «La responsabilità di ogni autista può fare in vari casi la differenza, anche se parliamo di una strada segnata dal passaggio di mezzi provenienti da tutta Europa, ad esempio quelli diretti all’area industriale. Questo rende tutto molto più difficile».


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