Inferno grandine. Nei meleti distrutto il 60% del raccolto
Salvi solo i meleti dove sono presenti le reti antigrandine

Inferno grandine. Nei meleti distrutto il 60% del raccolto

Giovedì sera tra Mazzo e Sernio 10 interminabili minuti con chicchi di ghiaccio grossi come noci: un disastro. La zona maggiormente colpita è quella tra Lovero e Tovo

Un violento nubifragio accompagnato da grandine ha colpito giovedì sera la zona dei Comuni a nord di Tirano con gravissimi danni a oltre 130 ettari di meleti. L’inferno meteo si è scatenato verso le 19,30. Dieci minuti infernali di grandine con chicchi grossi come noci. «I danni economicamente più rilevanti sono a carico del settore frutticolo - precisa una nota della Fondazione Fojanini - anche se la grandine non ha risparmiato campi di mais, piccoli frutti e orti» . I danni alla melicoltura sono stimati tra il 42 e il 44,4% tra Tirano e Sernio, ma arrivano al 50% su 18,6 ettari a Tovo e addirittura al 60% del danno su una superficie di 38,2 ettari in Comune di Lovero. «Purtroppo nelle zone più bersagliate le mele hanno subito anche veri e propri tagli – spiega Roberto Giudice, agricoltore di Lovero -. Ho un’azienda di dieci ettari, per la gran parte proprio nell’area dove ha grandinato di più. Mio padre, che ha 80 anni, mi ha detto che in tutta la sua vita non ha mai visto una tempesta così violenta e di così lunga durata. L’anno scorso abbiamo avuto il gelo, questa volta la grandine».

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