«InComune prepara il terreno a Renzi»
L’incontro di InComune venerdì sera a Morbegno

«InComune prepara il terreno a Renzi»

Il senatore della Lega, Jonny Crosio, bolla così l’iniziativa dei sindaci capeggiati da Massimo Chistolini. «L’associazione favorisce il Governo per le fusioni tra Comuni» - Intanto Borromini replica sulla videosorveglianza.

«InComune si è rivelata, nei fatti, per ciò che è: un’associazione politica. Un’azione legittima, ci mancherebbe, ma perché camuffarsi dietro la società civile e l’impegno degli amministratori pubblici?». Così il senatore della Lega Nord Jonny Crosio interviene a seguito del partecipato incontro che venerdì a Morbegno ha presentato InComune, l’associazione politico-culturale rappresentata a livello locale da Massimo Chistolini.

«L’associazione ha rivelato il suo obiettivo: preparare il terreno a Renzi per annientare i territori - commenta Crosio in una nota ufficiale -. La presenza del senatore del Pd Mauro Del Barba, l’invito a Luigi Marattin, dal settembre 2014 consigliere economico del premier Renzi, hanno svelato ciò che fin dal principio, era a noi evidente: InComune è al servizio del Governo per preparare il terreno al disegno di imporre dall’alto le fusioni dei Comuni sotto i cinquemila abitanti. I promotori di InComune devono coprire in provincia di Sondrio l’evidenza dei fatti, il fallimento della legge Delrio e la presa in giro della specificità montana che sin qui ha prodotto soltanto tagli, alla faccia delle tutele promesse; il vero obiettivo della riforma costituzionale che accentra tutto nelle mani dello Stato e che toglierà alle Regioni la gestione delle acque».

Il senatore della Lega si rivolge ai sindaci, che numerosi hanno partecipato con interesse all’assemblea di venerdì:«Con difficoltà potranno da una parte lavorare per Renzi contro la Regione e dall’altra dialogare con Maroni sulle tante materie importanti per il territorio, prima fra tutte la sanità. Non so quanto potrà essere utile alla causa valtellinese il progetto politico di InComune, che lavora per realizzare il progetto di Renzi di annientare i territori, di sottrarre loro risorse economiche e autonomia: è questo ciò che vogliono i cittadini?».

Ancora dalla Lega Nord, ma questa volta a livello di Comunità montana di Morbegno il presidente Christian Borromini apre un altro capitolo relativo alla serata di venerdì, in particolare sulle parole del sindaco di Civo Massimo Chistolini, che ha parlato del progetto mandamentale di videosorveglianza in Bassa valle come di una iniziativa portata avanti «senza un progetto, solamente per ottenere finanziamenti da un bando regionale». Borromini sottolinea che «tale progetto condiviso da 20 Comuni ha avuto il plauso del Comitato per la sicurezza provinciale istituito in Prefettura. Gli abbiamo dato priorità assoluta perché questo ci ha chiesto la gente. Con i cittadini che non si sentono più al sicuro nelle loro abitazioni, era fondamentale dare una risposta concreta e, soprattutto, immediata. Questo è, secondo noi, il primo dovere degli amministratori pubblici».

Riguardo all’aver colto l’occasione del finanziamento regionale, Borromini sostiene che «in una congiuntura mai così negativa per i tagli ai trasferimenti dallo Stato, un altro nostro dovere è quello di sfruttare le possibilità di finanziamento a disposizione quando si presentano. È stato il caso del bando regionale del progetto sulla videosorveglianza, peraltro finanziato con 450mila euro di fondi della Comunità montana. Abbiamo presentato il progetto ai sindaci e la stragrande maggioranza, 20 su 25, nonostante l’accorato appello di Chistolini a boicottarlo, ci ha creduto con noi. L’alternativa sarebbe stata non dare risposte ai cittadini. Se Chistolini ha altre priorità peggio per lui».


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