Incidenti, brillano i dati di Sondrio
Sondrio mostra un trend «molto positivo» anche rispetto alle province vicine, ha rimarcato il direttore della sede Aci, Roberto Conforti

Incidenti, brillano i dati di Sondrio

Il report Aci–Istat sul 2016, numeri più confortanti di quelli registrati a livello nazionale e in territorio lombardo. Luglio si conferma il mese “nero” - I comuni di Sondrio, Morbegno e Cosio sono gli unici centri in controtendenza.

Meno incidenti, meno vittime e feriti. Sul fronte della sicurezza stradale il 2016 è stato un anno positivo per la provincia di Sondrio, con dati più confortanti di quelli registrati a livello nazionale e in Lombardia: l’hanno spiegato ieri il presidente provinciale dell’Automobile club, Giovanni Trinca Colonel, e il direttore della sede Aci, Roberto Conforti, presentando l’ultimo report Aci–Istat sugli incidenti stradali.

Se infatti a livello nazionale l’indagine segnala un calo del 4,23% della mortalità, ma un aumento dello 0,72% nel numero di incidenti e una crescita dello 0,91% dei feriti, in Valle i numeri sono incoraggianti su tutti e tre i dati: nel 2016 si sono registrati 423 incidenti contro i 460 del 2015, con un calo dell’otto per cento, con 661 feriti contro 729 (meno 9,33%) e cinque morti a fronte delle 11 persone che avevano perso la vita nel 2015. I comuni di Sondrio, Morbegno e Cosio risultano però in controtendenza, con una crescita del numero di incidenti e di feriti. A livello provinciale, inoltre, aumenta il parco dei veicoli in circolazione, 158.378 in tutto, in crescita dell’1,32% rispetto al 2015.

«Possiamo essere un po’ orgogliosi, ma diciamo anche che siamo stati più fortunati - ha commentato Trinca Colonel -. In ogni caso non intendiamo fermarci su questo risultato, che dev’essere lo sprone per far meglio in futuro. Bisogna ringraziare le forze dell’ordine, che sulle nostre strade fanno una grande attività di prevenzione, la Prefettura, il ministero dell’Istruzione, l’Ats della montagna, ma diamo anche atto ai nostri attori della circolazione, motociclisti e automobilisti, che nonostante la pericolosità delle strade hanno mantenuto comportamenti consoni».

Oltre che nel raffronto con la realtà nazionale, Sondrio mostra un trend «molto positivo» anche rispetto alle province vicine, ha rimarcato il direttore della sede Aci, visto che «a Lecco si registra un aumento degli incidenti, della mortalità e dei feriti, mentre Como evidenzia dati in calo, ma più contenuto rispetto a Valtellina e Valchiavenna».

Come negli anni precedenti, l’indice di mortalità risulta maggiore sulle strade extraurbane, mentre luglio si conferma il mese “nero” per gli incidenti stradali. «Gli orari con la maggior frequenza di casi sono quelli dei tragitti casa-scuola o casa-lavoro - ha segnalato Conforti -. Nella settimana il giorno con il maggior numero di incidenti risulta il venerdì, mentre il sabato si registra il numero più alto di vittime, e l’indice di mortalità, come negli anni passati, è più alto fra i conducenti di moto e biciclette, rispetto agli altri mezzi».

I segnali arrivati lo scorso anno sono incoraggianti, quindi, ma molto resta da fare sul fronte della prevenzione, ha rimarcato Conforti, per diffondere sempre più una cultura della sicurezza che porti ciascuno ad evitare comportamenti a rischio: il direttore dell’Aci sondriese ha segnalato ad esempio l’aumento delle sanzioni a livello nazionale per il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per i bambini in auto, un «dato preoccupante» su cui vigilare.

Ma c’è di più: «A livello nazionale, sui 175mila incidenti registrati nel 2016 quasi 150mila dipendono da comportamenti errati, quindi evitabili - ha sottolineato il direttore -, con il mancato rispetto dei segnali e la guida distratta fra le cause più frequenti. Nel caso degli incidenti mortali, velocità eccessiva e distrazione sono fra le cause principali».


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