Incidente mortale sulla ferrovia a Chiuro. Tutti assolti
I mezzi coinvolti nel terribile incidente del 18 febbraio 2013

Incidente mortale sulla ferrovia a Chiuro. Tutti assolti

Nessuno degli imputati è colpevole. Così ha stabilito il tribunale di Sondrio nel processo per lo scontro avvenuto nel 2013 e costato la vita a due persone

Un incidente stradale dalla dinamica complicata, “a catena”, due persone morte e sei imputati, tutti accusati di omicidio colposo. «Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza, ma credo che non ci siano precedenti in Italia e che questa decisione sia destinata a fare giurisprudenza» il commento a caldo di un soddisfatto avvocato Maurizio Carrara, difensore di fiducia di una delle persone finite a processo.
L’incidente risale al 18 febbraio 2013. Un domino tanto spettacolare quanto tragico nel quale persero la vita due persone: l’autotrasportatore Ion Iovu Chisa e Davide Longa. Quella mattina - erano le 6,50 - un sondriese,stava viaggiando con la sua Alfa Romeo 156 diretto verso Sondalo dove prestava il proprio servizio in qualità di medico.
All’altezza della Samas, a uno degli incroci più pericolosi di tutta la Statale 38, si era trovato di fronte una Grande Punto, ferma sulla destra della carreggiata che una Chrysler Voyager svoltasse a sinistra per entrare nel piazzale dello spaccio di abbigliamento sportivo. In quel momento però, dalla direzione opposta, cioè procedendo verso Sondrio, stava arrivando l’autoarticolato Iveco guidato da Chisa, camionista rumeno che aveva 33 anni.
Tra il mezzo pesante e la Voyager che aveva già invaso la corsia opposta c’era stato un contatto. Niente di gravissimo: l’auto era stata soltanto agganciata nella parte anteriore. In seguito a quel contatto il trattore del camion aveva deviato verso sinistra, abbattendo il guardrail e finendo sulla ferrovia.
Fin qui niente vittime, ma pochi istanti dopo era arrivato il treno regionale da Sondrio diretto verso Tirano, trovandosi il cammino sbarrato dal camion. La frenata d’emergenza non era bastata a evitare l’impatto.
Qui era successo l’imprevedibile: il semirimorchio, colpito dal treno, ruotando su se stesso aveva fatto una sorta di violenta spazzata sulla strada, travolgendo persone e mezzi. Sei le persone accusate del duplice omicidio colposo finite davanti al giudice: uno degli automobilisti e il macchinista del treno, ma anche i responsabili dell’ente strade ai quali si contestava il cedimento del guardrail. Per tutti il giudice ha preso la stessa decisione: «Assolti per non aver commesso il fatto».


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