«In Val Genasca situazione tranquilla  Stop alle voci sul web»
Davide Trussoni

«In Val Genasca situazione tranquilla

Stop alle voci sul web»

Il vicesindaco di Chiavenna: «In questi giorni non si sono registrati movimenti di nessun tipo»

«Si tratta di voci prive di fondamento. Meglio evitare di creare inutili allarmismi su un tema così delicato». A pochi giorni dalla frana del Cengalo e dopo un fine settimana difficile sul fronte delle precipitazioni si sono riaccesi i riflettori sulla grande frana della Valchiavenna, quella della Val Genasca. Forse inevitabili è partita incontrollata una ridda di voci sullo stato di salute del versante destro della bassa Vallespluga, territorio di San Giacomo Filippo.

Voci che volevano la frana tornata a farsi sentire, con uno slittamento importante. Persino di una ventina di centimetri. La voce, oltretutto, è rimbalzata su social network molto seguiti dai turisti che già preoccupati dei difficili collegamenti con la Svizzera potrebbero ora decidere che la valle del Mera non sia proprio così allettante. «Secondo gli ultimi dati in nostro possesso – spiega il vicesindaco di Chiavenna, uno dei comuni che sarebbero interessati direttamente da un eventuale crollo con San Giacomo e Mese, Davide Trussoni – la frana della Val Genasca è ferma. In questi giorni non si sono registrati movimenti di nessun tipo. È un aspetto importante da chiarire per evitare che tra la popolazione si inneschino inutili allarmismi».

Buone notizie, insomma, per un versante franoso che da anni ormai è monitorato da Arpa con strumentazione all’avanguardia in grado di captare in tempo reale ogni minimo movimento di un distacco potenziale che le previsioni indicano in circa mezzo milione di metri cubi di materiale. Una frana che secondo gli scenari peggiori potrebbe creare problemi tanto all’asta del torrente Liro quanto al tracciato della Statale 36 per lo Spluga: «Secondo gli esperti – spiega Trussoni – è improbabile che precipitazioni brevi, per quanto intense, possano innescare uno scivolamento della frana verso valle. Per questo tipo di scenario occorrerebbero più giorni ripetuti di pioggia costante».

La Val Genasca viene tenuta sotto controllo dal 2010, con un movimento stimato tra i cinquecentomila e il milione di metri cubi. A rischio c’è la strada statale dello Spluga. Non è l’unica frana tenuta sotto osservazione attualmente. Ci sono anche la Val Febbrario la cresta Emet, il Monte Mater e la sponda sovrastante il santuario di Gallivaggio a San Giacomo Filippo. Per la viabilità nella zona della Val Genasca la Comunità Montana ha realizzato un progetto per la costruzione di una bretella by pass che, sfruttando viabilità forestale, sia in grado di collegare la zona del Cigolino a quella di Sommarovina.


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