«In Val di Mello non sarà un’autostrada»
La futura realizzazione in Val di Mello di un sentiero adatto anche ai disabili continua a fare discutere

«In Val di Mello non sarà un’autostrada»

Legambiente, il vicepresidente lombardo interviene riguardo ai timori per il futuro sentiero pensato per i disabili. «Conosciamo Ersaf e i suoi interventi ecosostenibili, inoltre senza conoscere il progetto è inutile alzare gli scudi».

«Conosciamo Ersaf e i suoi interventi ecosostenibili in luoghi di montagna, dubitiamo fortemente, quindi, che voglia realizzare un’autostrada in Val di Mello. E, in ogni caso, un’alzata di scudi prima ancora di conoscere il progetto trovo sia fuori luogo».

Le parole sono di Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia e il suo è un altro contributo al dibattito sul progetto di Ersaf (l’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) per un sentiero dedicato a non vedenti e disabili in Val di Mello.

Dibattito che ha avuto origine dalle preoccupazioni sollevate dalle guide alpine per l’invasività dell’intervento nella riserva naturale che sarà presentato a Comune e soggetti interessati nei prossimi giorni. «Abbiamo fiducia nel lavoro portato avanti da Ersaf, che conosciamo bene e con cui abbiamo già lavorato - dice il portavoce di Legambiente -. Insomma si tratta di un interlocutore affidabile che ha già operato su questo territorio e che ha garantito un confronto anche su questa proposta, per la quale non esiste un progetto definitivo. Proprio per questo motivo - rimarca l’esponente dell’associazione ambientalista - non trovo giusto lanciare allarmismi senza avere sotto mano ciò di cui si sta parlando e non trovo giusto nemmeno avere un punto di vista egoistico sulla montagna. E allora in quest’area della Val Masino dovremmo gridare allo scandalo anche per i parcheggi a due passi dalla riserva a servizio delle attività, per l’utilizzo della navetta eccetera, mentre nessuno lo fa»

Secondo Marzorati il punto dal quale partire è l’accessibilità della montagna a fasce più ampie. «Non solamente ai portatori di disabilità, ma anche agli anziani, a chi ha difficoltà, nell’ottica di una nuova forma di fruizione dei luoghi. Ci sono- dice- esempi di questo approccio in posti a noi vicini come la Val Bregaglia, dove non mi pare si sia fatto scempio del territorio. Non esiste un modello unico da applicare per realizzare sentieri di questo genere e ovviamente è fondamentale adeguarsi alla conformazione e alle caratteristiche della montagna sulla quale si interviene, con la sensibilità di chi sa agire in contesti simili».

Di sicuro, come ha spiegato il dirigente di Ersaf Antonio Tagliaferri, per ora ci sono i soldi a bilancio regionale, si tratta di 300mila euro approntati quest’anno e 100mila euro nel 2020, manca però il progetto «senza il quale non si può partire con l’intervento pensato per la primavera/estate» ha detto il dirigente.

Un intervento che, secondo Ersaf, non coinciderà con la cementificazione della Valle. Come invece temono le guide alpine, in primis Luca Biagini, Andrea Panighetti e Jacopo Merizzi.


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