IN VAL BREGAGLIA UN’ALTRA COLATA   DI FANGO E DETRITI: TORNA   LA PAURA ANCHE IN VALCHIAVENNA
L’abitato di Bondo visto dall'alto foto Azzola

IN VAL BREGAGLIA UN’ALTRA COLATA

DI FANGO E DETRITI: TORNA

LA PAURA ANCHE IN VALCHIAVENNA

Lo smottamento ha colmato il bacino di contenimento, facendo tracimare il materiale e scattare l’allarme. Altre persone evacuate. La strada “vecchia”, alternativa alla Cantonale chiusa, quella che viene utilizzata dai frontalieri e che resta aperta dalle 6,30 del mattino alle 21, è stata invasa da mezzo metro di fango.

Una nuova colata di fango e detriti, il bacino che si riempie e la tracimazione che ha inizio. E poi un cupo rimbombo di massi; un rumore sordo, angosciante, sentito distintamente in Valchiavenna, in particolare nell’area di Villa. Le forti piogge che questa sera a partire dalle 21,30 hanno interessato la Valchiavenna e la Val Bregaglia hanno fatto ripiombare la popolazione nella paura.

È successo quello che purtroppo si temeva dopo l’annuncio che sarebbero ritornate delle importanti precipitazioni nella zona dell’ormai famigerato Pizzo Cengalo, al confine della provincia di Sondrio con la Svizzera, dove nei giorni scorsi sono state interrotte le ricerche degli otto alpinisti dispersi da mercoledì 23 agosto, giorno in cui una gigantesca massa di detriti si è staccata dalla montagna, portando a valle oltre quattro milioni di metri cubi di materiale.

Lo smottamento è andato presto a colmare il bacino di contenimento, spingendo il materiale verso il paese svizzero di Bondo, a pochi passi dal confine con l’Italia e in parte già evacuato, e l’abitato di Villa di Chiavenna. Un appello è stato lanciato alla popolazione affinché rimanga lontana da ponti e argini. La strada “vecchia”, alternativa alla Cantonale chiusa, quella che viene utilizzata dai frontalieri e che resta aperta dalle 6,30 del mattino alle 21, è stata invasa da mezzo metro di fango. La località di Promontogno, sempre in terra elvetica, è rimasta senza corrente. Intorno alle 23,15 un elicottero della Rega è intervenuto per poter evacuare due persone a Spino, sul versante opposto a Bondo. In molti se ne erano già andati di propria iniziativa.

Intanto è emerso che non uno ma due milioni di metri cubi di roccia instabile sono ancora presenti lungo la parete del Pizzo Cengalo. Questa la non positiva novità confermata dall’ufficio tecnico del Canton Grigioni. Una quantità di roccia compresa tra 500mila e un milione di metri cubi sarebbe pericolante, mentre un altro milione viene data comunque come “in movimento”. Una situazione tutt’altro che tranquilla, accentuata dal peggioramento delle condizioni del tempo di queste ultime ore.


© RIPRODUZIONE RISERVATA