In Svizzera domani   riaprono scuole, negozi e ristoranti
Tornano al lavoro altri frontalieri

In Svizzera domani

riaprono scuole, negozi e ristoranti

La Svizzera continua ad accelerare. A due settimane dalle prime riaperture, per domani sono in programma ulteriori novità che riguarderanno anche i frontalieri occupati in alcuni importanti settori come il commercio, la ristorazione e l’istruzione. I ristoranti e i bar potranno tornare ad accogliere i clienti da domani, insieme a musei e biblioteche.

Ma non solo: il governo ha confermato il via libera alla riapertura dei negozi, dei mercati e delle scuole dell’obbligo. Come spiegato dall’esecutivo federale, la sequenza delle singole fasi di apertura si fonda su un’analisi dei rischi. Il settore della ristorazione aveva manifestato un profondo malumore per non essere stato, fino all’ultima seduta del governo, menzionato nella strategia di riaperture graduale del governo. Domani, quindi, i ristoranti potranno riaprire i battenti, ma nel rispetto di severe condizioni.

In una prima fase è ammesso il servizio al tavolo, dove siederanno al massimo quattro persone o due genitori accompagnati dai propri figli. Tutti gli ospiti devono essere seduti e tra i diversi tavoli deve essere mantenuta una distanza di due metri, oppure servono apposti elementi di separazione. In un primo momento si era anche ipotizzata la raccolta dei dati relativi ai clienti e la loro conservazione per due settimane, in modo da tracciare eventuali contagi nel periodo di possibile incubazione della malattia.

Ma questa norma non è stata confermata, soprattutto per questioni di privacy. Riaprono domani anche le scuole dell’obbligo. Per poter rispettare la regola del distanziamento sociale, in Bregaglia gli alunni da domani mattina entreranno e usciranno dagli edifici scolastici in orari leggermente diversi da quelli precedenti e a gruppetti di due o quattro. Anche l’intervallo sarà fatto in vari orari. I banchi saranno disposti in modo che gli scolari siano più distanti l’uno dall’altro. ma c’è anche chi lavora da quindici giorni. I parrucchieri, ad esempio, sono ripartiti due settimane fa.

All’ingresso dei saloni c’è il disinfettante per le mani e sia gli operatori, sia i clienti indossano la mascherina. Si lavora con i guanti, ma tutto sommato non ci sono eccessivi disagi e grazie alle prenotazioni si evitano contatti fra i clienti. Nelle prime settimane c’è stata la fila per taglio, piega e tutto il resto.

Il Consiglio federale deciderà sugli ulteriori allentamenti nella seduta del 27 maggio prossimo e nel complesso nella Confederazione emerge fiducia nella ripresa. Si prevede un’estate difficile, invece, per i rifugi alpini. Come riferisce Swissinfo, chi vuole entrare nelle capanne – termine usato per indicare, nella Svizzera italiana, quelli che nel Belpaese vengono chiamati rifugi - deve munirsi di mascherina, disinfettante e sacco a pelo.


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