In corteo, nonostante le minacce
I ragazzi che hanno partecipato al corteo di Libera contro le mafie a Foggia

In corteo, nonostante le minacce

Libera contro le mafie: un gruppo di 50 valtellinesi tra studenti e docenti hanno partecipato alla manifestazione. Arrivati a Foggia, di sera, sono stati aggrediti da un giovane - «Nessuna paura, non ci siamo lasciati intimidire».

Non si sono fatti intimidire, non hanno dato spazio alle provocazioni, hanno sfilato e sono rientrati in Valle, consapevoli ancora di più di come la malavita organizzata e il suo codice di violenza e sopraffazione portino ad azioni reali, diffuse, minacciose, qualcosa che è giusto contrastare. I 50 studenti e insegnanti valtellinesi che hanno partecipato lo scorso 21 marzo alla Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata quest’anno dalla associazione Libera in Puglia, a Foggia hanno dovuto fare fronte, una volta arrivati in città, sbarcati dal pullman alle 11 di martedì 20 marzo, ad un episodio di ostilità.

Un atto di cui parlano, senza ingigantirlo, senza drammatizzare, senza paura. «Torniamo da una grande esperienza ma hanno cercato di ostacolarci - spiega il dirigente di Libera presidio di Morbegno, don Diego Fognini – una volta arrivati a Foggia abbiamo avuto qualche problema. Era sera, erano circa le 11, stavamo recandoci all’oratorio San Michele, luogo di accoglienza allestito dall’organizzazione. Lì dovevamo trascorrere la notte. In una via secondaria, mentre stavamo camminando un nostro ragazzo si è trovato davanti un giovane, una persona che non era del nostro gruppo. È stato provocato, ha ricevuto una sberla in faccia. Noi stavamo camminando, era abbastanza buio, io non mi ero ancora accorto del fatto. Sempre quel giovane, che aveva un berretto calato sulla faccia si è avvicinato a me portandosi alle mie spalle, ha cercato con un accendino di dare fuoco alla bandiera della pace, simbolo di Libera e della azione di contrasto alle mafie. C’era vento, la fiamma non attaccava, alcuni nostri ragazzi mi hanno avvertito della minaccia, mi sono voltato. E questo individuo, a quel punto, ha comunque preso la nostra bandiera sfilandola dall’asta che la sorreggeva e se l’è filata. Nessuno di noi ha risposto, nessuno si è lasciato intimidire».

Il giorno dopo ricorda don Diego il gruppo ha partecipato alla giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, «nessuno - aggiunge - ha avuto dubbi o timore per l’episodio della sera prima. Noi tutti, dopo la provocazione avvenuta per strada - ha proseguito don Fognini - eravamo stati accolti poi con grande calore all’oratorio San Michele dai responsabili di Libera, ci avevano rassicurato, spiegandoci che certo, non tutti i foggiani sono così. In seguito, la partecipazione alla marcia e dimostrazione tra le vie della città ci ha ancora di più tranquillizzati e abbiamo ascoltato con entusiasmo don Luigi Ciotti, il promotore di Libera. Le sue parole, che infondono sempre coraggio e speranza, che invitano a continuare la lotta degli onesti, contro la disonestà dei mafiosi».

L’invito a stare dalla parte giusta. «Don Luigi ha sottolineato l’importanza di sporcarsi le mani e scegliere di schierarsi dalla parte della giustizia e della verità, ha spronato i nostri giovani a “osare”, perché l’omertà uccide verità e speranza. Senza dimenticare – ha proseguito il parroco antidroga attivo nel Morbegnese – che la corruzione è uno dei capisaldi della mafia ed è più pericolosa della violenza».


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