In città la rabbia   è color arancione  «E ora chi paga?»
Oggi la Lombardia torna arancione, dopo essere stata una settimana rossa per erroreEd è su quell’errore che si è consumato lo scontro

In città la rabbia

è color arancione

«E ora chi paga?»

Commercianti subito pronti a ripartire Ma fioccano le accuse per gli errori: «Incompetenti»

«Zona rossa per errore? I lavoratori “normali” per una cosa del genere sarebbero già a casa». «Siamo governati da una massa di incompetenti. Ma sono contenta di riaprire il negozio». «Dati sbagliati? I responsabili sono i funzionari. Ma nessuno li attacca mai, com’è?». Rabbia, incredulità, ma anche la gioia di tornare alle proprie attività per coloro che hanno subito sulla propria pelle le maggiori restrizioni da “rosso”.

Il rocambolesco ritorno in arancione per la Lombardia, e dunque per tutto il territorio di Valtellina e Valchiavenna, frutto del riconteggio dei numeri dei contagiati, si è tradotto ieri nelle strade, ma soprattutto nelle piazze virtuali dei social, quelle più facilmente frequentabili in questo lungo periodo di lockdown, in un misto di commenti che hanno chiamato in causa a turno Regione, funzionari della Regione, politici, amministratori e Governo romano, divenuti il bersaglio delle critiche avanzate spesso più in base alle simpatie politiche che ad una reale ricostruzione dei fatti che pure qualcuno si è sforzato di fare.

Ma il rimbalzo di responsabilità tra Milano e Roma ha provocato amarezza e fatto sentire commercianti, ma anche le famiglie coi ragazzi rimasti forzatamente fuori da scuola e le persone sempre più fragili, economicamente e psicologicamente parlando, ancora più soli e la politica sempre più lontana.

Le associazioni di commercianti e imprenditori hanno annunciato la decisione di proporre una class action contro i responsabili per i danni subiti chiedendo di poter valutare i documenti. In città c’è sconforto e rabbia.

«Non credo agli errori nella trasmissione e rielaborazione dei dati ai fini del calcolo dell’indice Rt- dice Gianfranco Bassi della pelletteria Ragazzoni, uno dei negozianti costretti ad abbassare la serranda a causa della zona rossa -. Qui c’è dietro la sporca politica fatta sulla pelle dei cittadini. Temo che tutti stiano aggiustando i dati per restare almeno in zona arancione. In Regione Lombardia qualcosa o qualcuno non ha funzionato».


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