«In casa di riposo  ospiti vaccinati  Quando li vedremo?»
Pasqua Codega, la centenaria festeggiata a distanza, nel dicembre scorso, da tutta la comunità

«In casa di riposo

ospiti vaccinati

Quando li vedremo?»

Angela Minatta, figlia di Pasqua Codega, si fa portavoce dei parenti degli ospiti delle Rsa

«Da quasi un anno i nostri anziani vivono l’isolamento nelle case di riposo, protetti dal virus ma necessariamente esposti al deperimento che viene dall’assenza del conforto e della vicinanza con i propri cari. Abbiamo accettato per loro il vaccino per proteggerli dal virus, convinti che fosse l’unica strada per restituire loro una parvenza di vita normale. Oggi chiediamo alle istituzioni se, quando e come potremo dare un senso a questi sacrifici tornando a far visita ai nostri anziani».

Lo chiede Angela Minatta, una delle figlie della signora Pasqua Codega, la centenaria festeggiata a distanza da tutta la comunità delebiese e non solo, ospite della casa di riposo di Delebio, facendosi portavoce di una istanza che è di tanti familiari degli ospiti delle strutture per anziani.

«Per nostra madre - dice - non senza qualche legittimo timore legato a età e acciacchi, noi figli abbiamo accordato da subito l’assenso al vaccino anti Covid, consapevoli che ci si sarebbe orientati verso l’obbligatorietà di questa somministrazione, ma pure convinti che fosse la strada per poter ridare a nostra madre il contatto umano di cui oggi più che mai ha bisogno».

E aggiunge: «Fra una decina di giorni a lei come a tanti altri ospiti delle case di riposo sarà somministrata la seconda dose del vaccino, al quale al momento ha reagito bene. Una settimana dopo si ottiene l’immunizzazione. A quel punto, cosa ne sarà degli anziani nelle case di riposo? Quando saranno allentate le fortissime e pesanti restrizioni che da ormai un anno vengono imposte loro? Sono risposte che le case di riposo non sanno dare perché non vi sono ancora disposizioni sanitarie a riguardo. Eppure l’urgenza è evidente, a maggior ragione parlando di anziani che saranno sì salvi dal Covid, ma molto provati dalle ricadute psicofisiche della ghettizzazione cui è stato necessario sottoporli».

L’intento di Angela Minatta e del gruppo di parenti di cui è portavoce è quello di «accendere i fari su questa che riteniamo essere un’altra emergenza sanitaria, riguardo alla quale però c’è indifferenza da parte di chi non è coinvolto direttamente, che prosegue nel silenzio delle istituzioni che non se ne occupano e nello smarrimento delle case di riposo che attendono disposizioni da parte delle autorità sanitarie».


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