In alto i Calici,   anche in questo 2020
Tavoli, a dsitanza, nel giardino della biblioteca domenica sera

In alto i Calici,

anche in questo 2020

Ieri la chiusura con i Wine Lab, domenica la cena con il menu di dieci professionisti. Gandossini: «Grande riscontro, spiace per quelli che sono rimasti fuori ma i posti erano limitati per il Covid»

Un centinaio di persone - 106 per l’esattezza - che avrebbero potute essere di più viste le richieste se di mezzo non ci fosse stata l’emergenza Covid. Un vero successo domenica sera “Calici d’autore”, la cena abbinata alla selezione dei vini di tutte le ventidue cantine valtellinesi protagoniste dell’edizione 2020 di “Calici di stelle”, manifestazione che ieri sera ha vissuto il suo momento clou (un po’ rovinato dal temporale) con le degustazioni nei bar e nei ristoranti del centro e con i due laboratori del Nebbiolo in biblioteca e in piazza Garibaldi.

Dieci professionisti

La cena di territorio, a cura del Gruppo ristoratori e del Consorzio vini di Valtellina, ha visto sbizzarrirsi in cucina 10 professionisti di altrettanti ristoranti del territorio che insieme hanno composto un menù che ha incuriosito e soddisfatto tutti i palati.

Sette le differenti portate servite ai tavoli allestiti con un grandissimo impatto scenico nel giardino della biblioteca civica Pio Rajna: il cono di banana, pesca e pera con noci pecan e pistacchi dell’Orterie di Villa di Tirano; il salmerino alpino della piscicoltura malenca servito con patate e porcini proposto dal ristorante Trippi; la brioche al vapore con caprino della fattoria Al Dos, crema di melanzane affumicate, battuta di Pascol e finto ketchup proposto in combinata dalla pizzeria Eden e ristorante Fracia; la dumega di Patrizio Mazzucchelli (che con la sua Raetia Biodiversità alpine coltiva piante orticole e cereali tradizionali) mantecata al burro leggermente affumicato, funghi porcini ed erbe di stagione del ristorante Il Cantinone di Madesimo e dell’Osteria del crotto di Morbegno; lo tzigoiner alla brace con millefoglie di taroz proposto da Il Poggio e La Pòsa; la pesca di Arboledo sciroppata, lamponi al cucchiaio, granita di mandorle tuono e gin rosa della Gelateria materica e, a chiudere, la bavarese al tè nero con gelée ai mirtilli della val d’Arigna e composta di fichi del ristorante San Carlo di Chiuro.

Molto soddisfatto della riuscita della serata, che ha potuto beneficiare di un clima particolarmente caldo che invogliava a cenare all’aperto, il direttore del Consorzio dei vini di Valtellina Andrea Gandossini. «Onestamente - dice -, solo due mesi fa non avrei pensato che saremmo riusciti a mettere in piedi la manifestazione e, invece, non solo abbiamo allestito la cena ma abbiamo ottenuto anche un grande riscontro». L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione si candida dunque a pieno titolo a diventare uno degli appuntamenti cardine di Calici di stelle: «Già l’anno scorso, al suo esordio, era andata molto bene - continua Gandossini -, quest’anno abbiamo dovuto mandare via gente. Ce ne dispiace, ma non avremmo potuto fare altrimenti». Tra l’altro le restrizioni previste dai protocolli ci hanno obbligato ad un allestimento più tradizionale eliminando la possibilità, ad esempio del buffet.

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