In 60 al flash mob:  «Soufian non sei solo»
Un momento del flash mob ieri a Delebio contro il razzismo

In 60 al flash mob:
«Soufian non sei solo»

Manifestazione contro il razzismo e a sostegno del giovane destinatario di un messaggio xenofobo. «Quelle scritte offendono tutti, siamo qui per dimostrargli la nostra vicinanza». Presente anche il sindaco

«Qui abita un valtellinese» è la frase che tantissime persone sui social hanno contrapposto al «Qui abita un negro» scritto sulla cassetta della posta di Soufian Siate a Delebio. Con il tam tam di questo slogan si sono radunati nel tardo periodo di ieri i tanti – più di 60 provenienti dal mandamento e non solo - che hanno deciso di manifestare pubblicamente solidarietà e condanna del gesto partecipando al flashmob lanciato attraverso i social.

I promotori

Tra i promotori dell’iniziativa Federico Gusmeroli: «Come tantissimi amici e conoscenti di Soufian – ha detto ieri in piazza – venerdì ho letto il post con il quale ha deciso di rendere pubblico quanto successo. Quella scritta fuori casa sua offende tutti: è stato additato, potremmo dire minacciato da qualcuno che si è sentito in diritto di prenderlo di mira per il colore della sua pelle e questo non può passare sotto silenzio. Con alcuni amici - spiega - ci siamo chiesti cosa potessimo fare noi per dimostrare la nostra vicinanza a lui e allo stesso tempo fare in modo che atti del genere non passino inosservati. Da qui è nata l’idea di questo flashmob come formula rapida di reazione».

«Siamo qui per dire a Soufian “non sei solo” e anche perché troppe persone ritengono lontani i problemi di razzismo, intolleranza e paura verso il prossimo. Invece non è così: gli episodi come questo non sono né isolati né lontani, bensì diffusi e presenti in tutte le realtà compresa la nostra».

Soufian, presente insieme al padre Mohamed, ha ringraziato tutti: «È stata la prima volta che la mia famiglia ha subito un atto di razzismo, però dopo la grande vicinanza ricevuta da tutti compresa l’amministrazione comunale, ho capito che ci sono tante persone disposte ad aiutare e solidarizzare. Per questo ringrazio tutti».


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