«Imprese in ginocchio  Meno tasse e contributi»
Va fermato il clima da psicosi che sta bloccando tutto (Foto by Lisignoli)

«Imprese in ginocchio

Meno tasse e contributi»

L’appello Il sindaco di Valfurva chiede aiuto alla Regione

«Un duro colpo all’economia locale, bisogna rimediare»

Moratoria sui debiti bancari fino alla fine del periodo di difficoltà, dilazione di imposte e contributi e campagne finalizzate a riconquistare i clienti, in particolare all’estero.

Angelo Cacciotto, sindaco di Valfurva, scrive alla Regione per chiedere di supportare l’economia locale, indicando alcune azioni concrete che potrebbero essere molto utili al settore del turismo.

«Gli amministratori del comprensorio dell’Alta Valtellina hanno accolto le fortissime preoccupazioni delle aziende che compongono il sistema economico locale e che si trovano a fronteggiare gli effetti dell’emergenza coronavirus», premette il primo cittadino. Poi aggiunge che gli enti locali sono coscienti e concordi sulla necessità di adottare le maggiori cautele possibili per tutelare la salute pubblica e per impedire il diffondersi del contagio, «ma devono tutelare le attività economiche da una situazione di crisi che si prospetta in tutta la sua gravità e con conseguenze ancora non misurabili, ma che rischiano di mettere in ginocchio l’economia di montagna già indebolita dalla congiuntura».

Come evidenziato da operatori del settore in vari altri mandamenti della provincia, in uno dei momenti più importanti della stagione invernale molti ospiti che avevano prenotato presentano disdetta e rinunciano alla vacanza. Anche le prenotazioni per la futura stagione turistica, a causa del clima di incertezza e mancando una prospettiva sull’evoluzione della crisi sanitaria, si sono arrestate.

«Alcune cautele e disposizioni di salvaguardia che sono state elaborate per contrastare la diffusione del contagio trovano evidentemente sintonia con i ritmi di vita della città, ma non possono essere applicate senza un adattamento puntuale negli ambienti di periferia e di montagna, dove non dimostrano di avere efficacia e sono anzi deleterie. Anche i servizi termali dovranno sospendere la loro operatività facendo mancare una delle attrattive principali per gli ospiti».

Le previsioni, sempre secondo Cacciotto, sono molto preoccupanti ed è compito delle amministrazioni locali definire alcune azioni che possano mitigare gli effetti della crisi, ma soprattutto realizzare i migliori prospettive per il futuro.

«È fondamentale anzitutto richiedere un supporto alle istituzioni, ferme restando le azioni che a livello nazionale e regionale saranno attivate a favore del tessuto produttivo, per ottenere una moratoria sui debiti bancari delle imprese locali, finché saranno superate le attuali difficoltà, e per attivare una dilazione sui pagamenti di imposte e contributi a cui sarà difficile far fronte a causa della riduzione degli introiti che si prospetta».

Non è la sola richiesta. «Chiediamo inoltre un sostegno finanziario che permetta di programmare ed eseguire una serie di interventi volti a ripristinare l’immagine del comprensorio dell’Alta Valtellina danneggiata dalla crisi tra i potenziali ospiti del comparto turistico e sostenere le aziende nelle azioni promozionali che dovranno mettere in atto per ovviare alla perdita di prenotazioni».

Sarà inoltre necessario «assegnare e gestire gli indennizzi che sarà possibile finanziare per la perdita di redditi di redditività conseguente al calo delle presenze turistiche già in corso e che potrà solo aggravarsi».

Mercati esteri

L’ultima richiesta è originata dalle ripercussioni riscontrate sui mercati esteri.

«Sarebbe infine preziosa un’azione di Regione Lombardia volta a sollecitare i competenti ministeri, affinché attraverso la rete delle ambasciate, dei consolati e degli istituti italiani culturali, si operi per migliorare il sentiment dei consumatori stranieri verso le Alpi italiane e le località che hanno offerto finora servizi turistici di alta qualità e con forte attrattiva, ma che si stanno giocando il loro appeal per cause esterne, senza averne alcuna responsabilità».n
S. Bar.


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