Impianto di Albosaggia: in un anno 5.600 cremazioni
La tariffa per ogni cremazione è di 620 euro a salma, comprensiva di Iva, spesa che è azzerata per i residenti di Albosaggia, per i quali questa procedura è gratuita sempre in virtù di una convenzione

Impianto di Albosaggia: in un anno 5.600 cremazioni

Di queste, solo un quarto su salme arrivate dal territorio, i restanti defunti da fuori provincia. In media sono 450 cremazioni al mese.

Sono state più di 5.000 le cremazioni nel 2018. Per la precisione 5.600, in media 450 al mese, quelle che sono state fatte lo scorso anno nell’impianto di Albosaggia dalla società Tempio crematorio lombardo, che ha sede in via Monaci, a pochi passi dal cimitero orobico. Di queste, solo un quarto su salme arrivate dal territorio, i restanti defunti da fuori provincia. Dati emersi giovedì nella sala consiliare di Albosaggia dove a fianco del sindaco Graziano Murada è intervenuto Davide Schena, rappresentante della srl, in occasione dell’assegnazione da parte dell’amministrazione dei proventi del forno crematorio destinati al mondo del sociale, in base alla convenzione sottoscritta tra Comune e società.

«Siamo un’azienda che garantisce la reperibilità, che si impegna e si è sempre impegnata per esaudire, se possibile, ogni richiesta fatta rispettando sempre la regolamentazione in vigore. Il nostro punto forte è quello di fare cremazioni nel più breve tempo possibile per accontentare i parenti in un momento così delicato».

La struttura si avvale di una doppia linea di cremazione di ultima generazione, tecnologicamente all’avanguardia, che consente di ridurre i tempi di attesa e su appuntamento poter consegnare le ceneri in giornata.

«Nel 2018 sono state fatte 5.600 cremazioni, il 25% delle quali hanno riguardato defunti della provincia - ha proseguito Schena -. La tariffa per ogni cremazione è di 620 euro a salma, comprensiva di Iva», spesa che è azzerata per i residenti di Albosaggia, per i quali questa procedura è gratuita sempre in virtù della convenzione sopra citata.

Anche in Valtellina, come in tante altre realtà italiane, è in crescendo la cremazione rispetto alla tumulazione: «Il dato provinciale si attesta attorno al 60%», ha garantito Schena. Percentuale, che, ha affermato il sindaco Murada, «in paese sfiora il 90%».n 
D.Luc.


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