«Impianti di risalita da salvare, dov’è finita la legge?»
In Regione si è discusso della crisi degli impianti da sci

«Impianti di risalita da salvare, dov’è finita la legge?»

Bruni, capogruppo dl Patto Civico: «l tempo stringe, mancano solo pochi mesi alla fine della legislatura e ancora non vi è traccia della legge annunciata oltre un anno fa»

«Una pesante crisi strutturale come quella che interessa l’intero comparto degli impianti di risalita montani merita un intervento tempestivo da parte della Regione: il tempo stringe, mancano solo pochi mesi alla fine della legislatura e ancora non vi è traccia della legge annunciata oltre un anno fa». E che interessa fortemente tutto il settore turistico valtellinese.

Per questo motivo il capogruppo di Patto Civico, Roberto Bruni, si dichiara «insoddisfatto della risposta dell’assessore Antonio Rossi alla nostra interrogazione oggi (ieri, ndr) in aula, con la quale chiedevamo conto di quali iniziative la Regione intendesse promuovere per sostenere questo settore: non basta elencare quali e quanti fondi siano stati stanziati, serve un’azione legislativa che riformi profondamente il sistema. Il sottosegretario Ugo Parolo - prosegue Bruni - ha in passato manifestato la volontà da parte della giunta di presentare una legge regionale che da una parte riconosca agli impianti di risalita la valenza di servizio pubblico locale e dall’altra possa consentire una separazione degli aspetti patrimoniali, che dovrebbero rientrare nel novero di una gestione pubblica territoriale, dalle dinamiche gestionali, che dovrebbero essere in capo a soggetti privati».

Ma secondo Patto Civico, all’orizzonte non si vede ancora nulla. «Oggi chiedevamo di sapere a che punto fosse l’iter di questa legge: che fosse allo studio lo sapevamo da tempo, visto che a luglio Parolo ci assicurò che erano in corso gli incontri con gli steakholders - aggiunge Bruni -. È una profonda delusione apprendere che l’iter non procede con la celerità necessaria, anche in considerazione del fatto che i fondi destinati al settore, senza una riforma del sistema, sono denari sprecati».


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