Impianti di risalita  con il fiato sospeso  Anche per l’estate
Gli impianti di risalita sono attivi anche d’estate per i turisti

Impianti di risalita

con il fiato sospeso

Anche per l’estate

Il decreto non parla di queste attività, che in teoria potrebbero riaprire soltanto il 31 luglio. «Confidiamo in una modifica»

Neanche il tempo di “gioire” per lo stanziamento di 800 milioni in ristori per il comparto dello sci, che, già, lo stesso, è costretto a subire la doccia fredda di un’apertura estiva degli impianti posticipata al 31 luglio.

Ebbene, sì. Perché l’hanno letto e riletto, gli impiantisti e i maestri di sci, il “Decreto riaperture” di recente emanazione, ma non vi hanno trovato riferimenti espliciti alle loro realtà. Ergo, si va, dritti dritti, al 31 luglio. A meno che non intervengano “ravvedimenti” in corso d’opera, frutto di pressioni già in essere da parte delle associazioni di categoria degli impiantisti, Anef e Federfuni, e dei maestri di sci, quali Amsi, Associazione nazionale maestri di sci, e Col.Naz., Collegio nazionale dei maestri di sci.

Preparativi

Anche perché tutti si stanno già attrezzando, in vista della stagione estiva, e parecchi hanno già fissato anche le riaperture, in primis, la Sifas, Società impianti funiviari allo Stelvio, pronta a partire con lo sci estivo sul ghiaccio il 29 maggio prossimo, così come, per lo stesso giorno, è prevista l’apertura straordinaria degli impianti della Skiarea Valchiavenna che portano a Motta di Campodolcino, cabinovia e funicolare, quale tappa del Giro d’Italia in quella giornata. Fissata, ancora, al 12 giugno, l’apertura del Bike Park Mottolino a Livigno, al 13 quella del Bike Park di Madesimo, e al 26 giugno, quella del comprensorio Bormino.

«Siamo fermi da mesi - incalza Valentino Galli, presidente della Società impianti Bormio, unica fra le realtà valtellinesi associata a Federfuni -, per cui ci manca soltanto che si debba assistere ad un posticipo di avvio di quella estiva. Io spero proprio che prevalga il buon senso e che, entro il 26 maggio, data ultima di validità del decreto di recente emanazione, si dia il via libera al nostro comparto. Anche perché siamo stati aperti pure lo scorso anno, con tutte le limitazioni del caso, per cui non vedo perché non potremmo aprire anche quest’estate».

Anche su questo punto, però, Galli tiene a fare un distinguo. «Anche sugli aspetti più pratici, il buon senso, l’equilibrio, deve prevalere - insiste -, perché ricordo che, lo scorso anno, ci hanno fatto aprire la funivia al 25% della capienza, 14 persone al massimo, potevano starci, con conseguente formazione di code a valle. Poi, per fortuna, siamo saliti almeno al 50%. Ecco, evitiamo queste opzioni capestro, altrimenti non ne usciamo più. Le modalità di funzionamento degli impianti devono essere consone pur nel rispetto delle norme anti Covid».

Fiducioso in una revisione dei termini di apertura, si dice anche Marco Garbin, direttore della Skiarea Valchiavenna, che molto ha lavorato sulla tappa del Giro d’Italia del 29 maggio prossimo e cui, ora, sembra incredibile guardare a una data così lontana, come il 31 luglio, per poter ripartire.«Sono sicuro che Regione Lombardia si attiverà per un anticipo dei tempi», dice Garbin.

Fiducia

E la stessa fiducia, nella Regione, nel Governo e, ancor più, nelle associazioni di categoria, la ripone Domenico Cioccarelli, amministratore delegato della Siba, Società impianti Val Belviso, di Aprica.

«No, no, non se ne parla di andare al 31 luglio per l’apertura della stagione estiva - dice -, non ci credo assolutamente. Sono fiducioso nelle istituzioni, perché non avrebbe alcun senso. Del resto, l’abbiamo già dimostrato lo scorso anno, di non aver infettato nessuno, durante la stagione estiva. La portata degli impianti è al 50%, atomizzatori tutte le sere, mascherine, e, poi, sia chiaro, la fruizione estiva non è mica quella invernale, non c’è la ressa. Ci sono persone che vogliono salire in quota per le passeggiate, per raggiungere con più facilità i rifugi e i ristori, che, pure, dovranno essere messi in condizioni di lavorare».

«E poi, noi ad Aprica - conclude - abbiamo anche il nostro Osservatorio eco-faunistico, meta, d’estate, di tantissimi visitatori che lo raggiungono con gli impianti. Non tutti, infatti, riescono a salire a piedi. Va garantito l’accesso. Non vorremo mica lasciare chiuso anche questo centro, con la valenza didattica che ha».


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