Impianti di risalita, accordo sul contratto

Impianti di risalita, accordo sul contratto

C’è soddisfazione per il rinnovo contrattuale arrivato ancora prima della scadenza, ma resta la preoccupazione per un comparto alle prese con mille difficoltà la cui soluzione non appare all’orizzonte.

È dolce amaro il sorriso di Giorgio Nana, referente regionale e provinciale della Filt (Federazione italiana lavoratori dei trasporti) Cgil e membro del comitato nazionale del trasporto, all’indomani dell’accordo raggiunto a livello nazionale per i 13mila lavoratori del settore che, in provincia, ne conta circa 600.

La soddisfazione, intanto, riguarda il rinnovo del contratto nazionale del lavoro «che - ricorda - è arrivato in anticipo sulla scadenza. E credo si tratti della prima volta in assoluto».

Un segnale positivo in un momento particolarmente delicato per l’intero comparto che continua a dibattersi tra i costi dell'energia per l’innevamento artificiale e i debiti accumulati per investimenti, ammodernamenti e messe a norma necessari alla sopravvivenza e all’attrattività delle stazioni sciistiche. Trecento milioni a livello regionale, oltre la metà dei quali a carico dei comprensori della provincia di Sondrio che, da soli, producono un fatturato di 64,5 milioni di euro.

Il nuovo contratto prevede 70 euro in più in busta paga in tre anni per tutti i lavoratori, l’introduzione della sanità integrativa al servizio pubblico, l’incremento del contributo per il fondo integrativo oltre a nuove regole per gli scatti di anzianità.

Ma se da un punto di vista contrattuale Nana sorride, restano intatte tutte le preoccupazioni e le perplessità legate alla situazione locale degli impianti. «Non si può più fare finta di niente - dice Nana - bisogna affrontare il tema degli impianti nel suo complesso. E farlo al più presto».


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