«Impianti da sci, una situazione drammatica»

«Impianti da sci, una situazione drammatica»

I passaggi sugli impianti di risalita di Valtellina e Valchiavenna fanno segnare, mediamente, un meno 26%. L’attesa neve si è trasformata spesso in pioggia e la crisi si fa pesante.

Quadro a tinte fosche tanto che per oggi il vicepresidente di Federfuni Lombardia Arnaldo Soncelli annuncia un incontro d’urgenza a Lecco e domani la questione dovrebbe approdare a Milano, all’attenzione del consiglio regionale lombardo.

Il profondo rosso di questo primissimo e parziale bilancio pesa già come un macigno oltre che sull’intero comparto turistico provinciale anche sui livelli occupazionali e sul rinnovo contrattuale degli addetti ai lavori. Seicento circa quelli attivi in Valtellina e Valchiavenna tra addetti fissi e stagionali che attendono buone notizie non soltanto dal cielo finora così avaro di neve.

«La situazione non è rosea - dice usando un eufemismo Giorgio Nana referente provinciale della Filt Cgil -. In gioco ci sono i posti di lavoro. In molti comprensori gli stagionali che abitualmente venivano assunti sono stati lasciati a casa proprio a causa delle condizioni avverse. Si tratta di un grosso problema per loro e le loro famiglie, ma più in generale di una situazione complicata per tutta l’economia turistica locale per la quale gli impianti rappresentano un importante volano».

I dati raccolti dalla commissione tecnica di palazzo Muzio parlano di «effetti indotti quantificabili in 278 milioni di euro, circa il 6% del valore aggiunto della provincia».


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