Immagini e proteste, fermato il degrado  della cantoniera
La casa cantoniera con il granoturco che esce dal sottotetto

Immagini e proteste, fermato il degrado

della cantoniera

Dubino: il caso sollevato dal consigliere di minoranza Paola Oreggioni. Sul web ha segnalato lo stato di abbandono dell’edificio. L’Anas ha annunciato subito un progetto di recupero.

La condizione di abbandono di un edificio di pregio del paese segnalata attraverso un social network e qualche passo avanti nell’attenzione alla sua cura. Al centro c’è la casa cantoniera di Nuova Olonio, proprietà di Anas, affacciata sulla via Spluga e da diversi anni ormai in una condizione di deterioramento già segnalata in passato anche da alcuni residenti della zona. Di recente è stata Paola Oreggioni, capogruppo all’opposizione in consiglio comunale, ad evidenziare una situazione «che è sotto gli occhi di tutti» attraverso un post su facebook che non è passato inosservato dalla sede romana di Anas.

«La mia è stata una constatazione, con rammarico, di quanto si sta deteriorando la casa cantoniera - afferma Oreggioni - “che peccato - scrive nel post del 10 agosto - vedere che la nostra casa cantoniera stia crollando e addirittura cresce il granoturco sul tetto. Ma davvero Anas spa bisogna lasciare andare in deperimento degli edifici che segnano anche la storia della nostra viabilità internazionale? La prima forma di risparmio credo sia anche recuperare e valorizzare quello che già abbiamo”».

È del giorno seguente il commento di Anas spa al post, con il quale viene illustrato l’accordo siglato lo scorso anno di collaborazione con i ministeri del Turismo e delle Infrastrutture, oltre che con l’agenzia del Demanio, per un progetto di riqualificazione di parte delle case cantoniere di Anas con potenzialità turistico-culturali. L’iniziativa, spiega Anas, che invita ad approfondire attraverso il sito internet dedicato www.casecantoniere.it, «fa parte di accordo - spiega Anas - che prevede una fase pilota su trenta case cantoniere che se avrà successo potrà essere ampliato». Pochi giorni dopo la segnalazione di Paola Oreggioni, con tanto di foto del granoturco cresciuto sul precario tetto della cantoniera, un primo intervento di manutenzione è stato effettuato.

«Una coincidenza fortuita e piacevole», viene definita da Oreggioni che ha utilizzato il social network come strumento non di protesta ma con funzione civica per richiamare l’attenzione su un problema locale evidente. «La manutenzione per rimuovere le erbacce dal tetto è già un primo intervento per cui ringrazio Anas - afferma il consigliere - ora ci si aspetta una messa in sicurezza della copertura per evitare che le piogge e la neve future peggiorino irreparabilmente la struttura, in attesa di un eventuale bando-finanziamento o formula che ne consenta il recupero. La posizione strategica di questo immobile, non solo dal punto di vista viabilistico ma anche e soprattutto turistico, dovrebbe attirare un’interesse a scala interprovinciale per i potenziali e molteplici utilizzi che se ne potranno fare».


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