«Il vostro sostegno è importante»
I vertici dei carabinieri, dell’associazione dell’Arma e il sindaco Ruggeri con il comandante Alfa

«Il vostro sostegno è importante»

Sabato sera all’auditorium lo ha detto il comandante Alfa dei Gruppi speciali dell’Arma. Una platea attenta e ammirata ha ascoltato il racconto fatto dal militare, in prima linea sul fronte terrorismo.

«L’Italia è di tutti, perciò vi chiedo di collaborare con le forze di polizia perché il vostro ruolo è fondamentale quanto il nostro». Il comandante Alfa, carabiniere con quarant’anni di servizio nel Gis (Gruppo di intervento speciale dell’Arma) è stato accolto sabato sera a Morbegno da un auditorium gremito di pubblico, che ha atteso in silenzio il suo arrivo.

Il presidente dell’Associazione nazionale carabinieri sezione di Morbegno, Patrizio Gambetta, ha ringraziato enti e istituzioni che hanno permesso l’evento, sottolineando «l’importanza della serata che ci permette di ospitare un personaggio internazionale, che ha scritto pagine fondamentali della storia dell’Arma». Anche il sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri, ha parlato di un «evento di rilievo che ci permette di ricordare il senso civico di chi dedica la vita in favore della società». A moderare l’incontro con il comandante Alfa, che ha preso posto sul palco nascosto dal passamontagna, è stata Emanuela Zecca, che ha interpretato le curiosità di una platea attenta e ammirata, cercando di spaziare dal passato e dalle azioni svolte in tanti anni di servizio fino alla vita familiare, i libri (da “Cuore di rondine” nel 2015 fino a “Io vivo nell’ombra” per arrivare a quello di prossima uscita sulle missioni segrete), i progetti futuri.

Il comandante Alfa ha parlato della nascita del Gis, nel 1978 «un gruppo voluto, insieme al Nocs della polizia, dall’allora ministro degli Interni Cossiga - ha detto -, che ci scelse in cinque, primi e unici a essere entrati senza passare da una selezione, per dare vita al Gis che da lì e per tutti questi anni è intervenuto per la cattura di latitanti, la liberazione di sequestrati, i dirottamenti, gli attentati dagli anni di piombo fino alla recente piaga del terrorismo di matrice islamica. Che è duro, imprendibile, non negoziabile, difficile e per questo impone che non siano solo le forze di polizia, dall’intelligence fino al Gis a operare, ma richiede l’aiuto, l’attenzione e il sostegno di tutta la popolazione per scovare i lupi solitari, conoscere e riconoscere il pericolo che può essere anche nel vicino di casa. Se c’è un aspetto positivo in questo terrorismo internazionale è il confronto, la stretta nella collaborazione con il resto dell’Europa e i grandi passi compiuti dall’Italia, dove oggi siamo preparati, stiamo creando gruppi in tante città e siamo in grado anche di prevenire - fino ad oggi - atti di terrorismo».

Il comandante Alfa ha parlato della vita da bambino cresciuto a Castelvetrano, Sicilia, «paese in mano alla criminalità organizzata, dove da piccolo giocavo con i figli dei mafiosi e a volte invidiavo le loro scarpe nuove e le cose che avevano e che io, figlio di un muratore onesto, non potevo avere. Però ringrazio i miei genitori come ringrazio mia moglie che mi ha sempre sostenuto in una vita fatta di lavoro 24 ore su 24, pronto a partire e lasciare anche per mesi moglie e figli piccoli e ignari del lavoro del loro papà. Questi libri, che scrivo per far conoscere a tutti ciò che facciamo, sono serviti anche a raccontarmi ai miei figli, per i quali sono stato un padre assente e che ora anche grazie a questo hanno capito il senso di una vita dedicata agli altri. Come è quella di ogni carabiniere».

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