Il vax-day a Livigno  è stato un flop  Solo 11 su 180
A Livigno si sono vaccinati in pochi

Il vax-day a Livigno
è stato un flop

Solo 11 su 180

Vaxday Solo 11 residenti over 60 su 160 hanno sfruttato l’opportunità di ricevere il Johnson in paese

Pochissimi livignaschi over 60 hanno sfruttato ieri mattina l’opportunità fornita dal Comune e Asst di poter effettuare il vaccino Johnson e johnson anticovid in loco a Plaza Placheda. Solo 11 sui 160 che avrebbero potuto vaccinarsi hanno scelto di presentarsi all’appuntamento.

«Coloro che non si sono presentati sono restii, è difficile convincerli della bontà della scelta di vaccinarsi- afferma Giovan Battista Claoti dopo essersi vaccinato-. Io avevo deciso di farlo appena c’è stata l’opportunità, ma sicuramente le tante notizie di decessi e di effetti collaterali avuti di chi si è vaccinato hanno contribuito a creare confusione, a generare paura nel vaccinarsi. Ringrazio il Comune per l’opportunità di essermi potuto vaccinare a Livigno in pochi minuti, evitando di perdere mezza giornata dovendo andare altrove».

Non vedeva l’ora di vaccinarsi Annamaria Bormolini: « Io ho fatto il covid e sono stata ricoverata per tre settimane all’ospedale Morelli. I sintomi che ho avuto? Avevo spesso la febbre e avevo sempre un gran freddo. Sono stata curata bene, ma è stata un’esperienza dura non poter vedere i miei familiari. Il Covid ha toccato duramente la mia famiglia: lo scorso anno ha portato via mio fratello Giuseppe, proprio in quel periodo mio figlio era ricoverato in ospedale per Covid. Io il vaccino avrei dovuto farlo il 29 giugno, lunedì mi hanno comunicato che c’era l’opportunità di anticipare i tempi e di farlo a Livigno e ne sono stata ben felice».

Aspettative

Anche Giovanni Bormolini, del ’59 fa parte dell’undici che ha atteso il proprio turno nel piazzale di Plaza Placheda. Operazioni coordinate dai volontari della Protezione civile degli alpini di Livigno e dell’assessore alla sanità del Comune, Romina Galli. « Siamo un paese turistico e molti over 60 sono impegnati in questo tipo di attività e quindi mi sarei aspettato un’adesione maggiore. Per quanto mi riguarda mi sono vaccinato anche perché senza vaccino ormai non puoi più muoverti».

L’assessore Galli si era data un gran da fare: «Come Comune abbiamo istituito tre linee telefoniche per prenotarsi, ma più degli over 60, era la fascia fra i 40 e 50 anni a chiedere informazioni. Ci aspettavamo un’adesione maggiore. Certi sono anche in vacanza, ma chi non è venuto oggi ha scelto di non vaccinarsi».

Una scelta che ha vanificato gli sforzi compiuti dal Comune e da Asst per evitare la trasferta agli anziani. Ma per coloro che hanno deciso di non vaccinarsi non è certamente la sede della vaccinazione a determinare la scelta.


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