«Il turismo di massa deturpa la natura. E lascia tanti rifiuti»
Ad agosto secondo le guide alpine è stato un fiorire di tende per il campeggio libero

«Il turismo di massa deturpa la natura. E lascia tanti rifiuti»

Val di Mello, è la constatazione delle guide alpine. Maspes: «Ci vuole un piano di gestione turistica serio». Il sindaco: «Poche risorse per controllare ovunque».

Lattine, carta igienica, bottiglie, plastica, rifiuti vari. Agosto anche in Val Masino fa rima con vacanze e quindi con la migrazione verso sentieri, boschi, prati, corsi d’acqua e montagne della vallata. Purtroppo, accanto ai visitatori dotati di normale buon senso, la Valle deve fare i conti anche con chi ha poco rispetto per gli altri e per l’ambiente.

Le guide alpine della Val di Mello, da sempre attive sul territorio e osservatori attenti, hanno purtroppo certificato le cattive abitudini che anche quest’estate si sono diffuse nei posti più belli della Val Masino, dai Bagni alla riserva naturale passando per le zone limitrofe ai centri abitati. «Con l’apertura delle gallerie di Morbegno l’afflusso massiccio di gente del weekend è aumentata, la Val di Mello è diventata più vicina e raggiungibile, con un ulteriore fama data dai social: si arriva di fretta, si mangia e si torna a casa la sera - dice il portavoce delle guide della Val di Mello, Luca Maspes -. Un turismo di bassa qualità, alcuni non sanno neanche “dove sono”, un turismo mordi e fuggi da picnic o da raggiungimento veloce dell’agriturismo di turno, adesso ce ne sono ben sei in Val di Mello». E prosegue: «Per questo come Associazione guide alpine Val di Mello abbiamo protestato per la creazione di un’altra pista sul territorio, sarebbe un ulteriore accesso semplificato che “pomperebbe” gente nella valle senza controlli su quello che qui succede quotidianamente, come rifiuti, tende abusive, mezzi motorizzati che passano a ogni ora. Una prospettiva che cozza contro quel concetto di sostenibilità che si vorrebbe raggiungere per preservare questo ineguagliabile angolo delle Alpi. Ci vorrebbe un piano di gestione turistica serio e competente, quindi ci vorrebbe la competenza necessaria per pensarlo e attuarlo».

«Ieri ci hanno mandato una foto di una parete a 2.700 metri, un percorso alpinistico, dove c’era una confezione di mortadella vuota. Quindi la sporcizia può anche derivare dal comportamento scorretto dei professionisti della montagna non solamente dal turista del weekend - dice il sindaco Simone Songini -. Se un territorio è pulito è per merito di tutti, di conseguenza quando è sporco è a causa di tutti quanti. Ciascuno deve fare la propria parte. Perché di fare segnalazioni sono capaci tutti, di raccogliere un sacchetto forse meno, come invece fanno anche i dipendenti del Comune e le persone che vivono sul territorio. Detto questo, che si ci siano esempi di maleducazione, qui come altrove, è noto a tutti». Il sindaco Songini ricorda anche le novità messe in campo dall’amministrazione comunale sul fronte rifiuti. «Siamo partiti con la raccolta porta a porta, che sta andando molto bene, e a breve avremo a disposizione anche la piazzola ecologica, aspetti questi che ci aiutano a risolvere gran parte delle problematiche e della criticità presenti in zona», dice riferendosi alla stagione estiva che tradizionalmente coincide con il maggior afflusso di turisti in Valle. Songini ricorda che «quest’anno abbiamo avuto flussi eccezionali dal punto di vista turistico e con le nostre risorse francamente difficilmente siamo riusciti ad arrivare in ogni angolo dell’abitato. É capitato anche di registrare migliaia di persone nell’arco di una giornata. Poi si regolamentano passaggi su aree come la Val di Mello: possono accedervi solamente gli aventi titolo e con un massimo di 50 auto quando non è in servizio la navetta».


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